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Fusione Inrca-Osimo a settembre,
Usb: “Ma con quali modalità?”

ANCONA - L’Unione sindacale di base di Ancona chiede certezze sul destino del personale del comparto perchè sia garantita l'opzione di scelta con la possibilità di restare dipendenti dell'Area Vasta 2. Si domanda anche che fine faranno i paramedici assunti con avviso pubblico dell’Area vasta2 e il personale delle cooperative con appalti in corso
martedì 8 agosto 2017 - Ore 18:19
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Inrca-Ancona,  il presidio ospedaliero della Montagnola

L’Unione sindacale di base di Ancona è sempre più preoccupata per gli sviluppi del processo di fusione tra l’ospedale di Osimo e l’Inrca di Ancona che dovrebbe muovere i primi passi a settembre, al termine della fase sperimentale di integrazione dei servizi (leggi l’articolo). “Se ne discute in Regione ma nessuno ne parla pubblicamente. – esordisce una nota dell’Usb – Venerdì scorso, 4 agosto, presso gli uffici della Regione Marche c’è stato un incontro per parlare della fantomatica integrazione Osimo-Inrca. Non si sa chi fosse presente per le organizzazioni sindacali confederali, nessuna notizia è stata data ai dipendenti dell’ospedale di Osimo solo voci di corridoio che parlano di un processo di fusione Osimo-Inrca senza l’istituzione di un nuovo soggetto giuridico, che partirà dal 1 gennaio 2018. Ma, già da settembre 2017, ci saranno dei cambiamenti organizzativi dell’attività visto che il periodo della sperimentazione viene a concludersi. Come verrà modificata l’attività? I grandi ‘pseudo esperti’ sanno effettivamente ciò che succede e cosa si fa all’interno del presidio ospedalieri di Osimo o si basano solo su dati che vengono forniti e che non sempre sono attendibili?”

L’ospedale di Osimo Ss.Benvenuto e Rocco

Usb vorrebbe vedere chiaro anche sul destino del personale del comparto (infermieri, tecnici, operatori socio-sanitari e amministrativi) perche, stando alle indiscrezioni, potrà fare opzione di scelta come avvenuto per Marche Nord. “Attenzione però, nella struttura Marche Nord è passato il personale che in modo preponderante aveva collaborato nella sperimentazione e quindi, di fatto, non c’è stata nessuna scelta – ricorda l’Unione sindacale di base – Più volte è stato sollevato l’argomento, nei tavoli tecnici avvenuti per l’integrazione Osimo –Inrca e anche nell’ultimo del 5 giugno scorso nella sede Asur alla presenza del direttore Asur, Inrca , AV2 ad una precisa domanda sollevata dalla Cgil tutti i soggetti sopra elencati hanno confermato che i lavoratori del comparto sarebbero stati tutelati con l’opzione di scelta cioè rimanere dipendenti dell’area vasta 2 o essere riassunti da Inrca. Purtroppo il verbale di quell’incontro ma non è mai pervenuto e sembra che Cgil, Cisl e Uil se ne siano dimenticati. Un documento che se esistesse sarebbe stato importante per garantire certezze al personale del comparto a tempo indeterminato”.

L’Unione sindacale di base si preoccupa infine degli infermieri e degli Oss assunti con regolare contratto derivante da una graduatoria di un avviso pubblico con l’Area vasta2, come pure del personale delle cooperative che hanno un appalto in corso. “Sono stati abbandonati a se stessi?- prosegue la nota del sindacato di Ancona- La politica locale due domande se le fa oppure non conosce nemmeno come funziona l’ospedale e chi ci lavora? Intanto il quadro generale è in rapido peggioramento non si riuscirà a garantire l’assistenza ai cittadini della Valmusone per il continuo smantellamento dei servizi ospedalieri e territoriali della zona di Ancona. La cessione di Osimo all’Inrca è solo una manovra per far quadrare i bilanci mentre l’Asur compra la palazzina di Interporto e spende 13 milioni di euro”.

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