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Crisi Tecnowind, Fiom:
«Chiederemo la cassa integrazione
in deroga»

FABRIANO - Preoccupazione per la fine della cassa integrazione il 17 dicembre, ancora nessuna offerta di acquisto in vista entro la scadenza del 30 ottobre. Al vaglio tutte le possibilità prima del prossimo incontro previsto al Mise martedì
mercoledì 11 ottobre 2017 - Ore 20:29
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Foto d’archivio

 

di Sara Bonfili

Si sono conclusi gli incontri di oggi pomeriggio dei rappresentanti sindacali nella sede di Tecnowind. Dopo il tavolo interlocutorio di ieri con rsu, sindacati, sindaco di Fabriano e azienda al Mise, nuove notizie emergono e non sono positive. «E’ diffusa tra i lavoratori la preoccupazione per l’imminente scadenza (17 dicembre ndr.) della cassa integrazione, dopo la quale bisognerà prendere provvedimenti d’urgenza» segnala la Fiom. «Sono stati chiesti incontri a tutti i livelli, per verificare se siano attivabili ulteriori ammortizzatori sociali, e per vagliare l’intenzione di possibili acquirenti» prosegue il sindacato. Quali possibili ammortizzatori? «Nel caso siano attivabili, si tratterebbe di cassa integrazione in deroga. Ci prendiamo questa settimana per ascoltare le istituzioni e attivarci il più possibile in vista dell’incontro di martedì». Manca infatti meno di una settimana al nuovo tavolo programmato al Mise, martedì alle 15,30, in cui i rappresentanti dei lavoratori chiederanno di nuovo alle istituzioni un sostegno per la gestione della trattativa e alla proprietà quali sono i piani per l’immediato futuro di Tecnowind. Le segreterie della Fim danno ulteriori dettagli. La settimana serve per le «verifiche tecniche sia sulla sussistenza di possibili ammortizzatori, sia per vagliare se il gruppo industriale interessato alle sedi in Cina e Romania sia interessato anche alla sede italiana. La data ultima per le offerte è vicina, il 30 ottobre».

«La proposta aziendale non è sufficiente e c’è bisogno di una collaborazione delle istituzioni, regionali e ministeriali, per far partire gli ammortizzatori in deroga, come da impegni presi in passato. Vogliamo saper quali sono i gruppi aziendali interessati all’acquisto e il piano industriale», aggiungono.

«La Regione infatti potrebbe attivare una misura speciale, modificando di concerto con il ministero del lavoro il decreto che stabiliva come scadenza per richiedere la cassa integrazione in deroga il mese di dicembre 2016». Ci sarebbero invece fondi stanziati per le imprese in difficoltà per il terremoto che potrebbero essere sbloccati, solo con la modifica di questa norma. 

Per metà dei lavoratori, al momento, è aperta la cassa integrazione, che ha scongiurato decisioni peggiori da parte della proprietà. Ma il 2017, c’è da dire, è stato funestato da mancati o ritardati versamenti delle paghe, pressing con le banche affinché fornissero maggiori liquidità e trattativa con un fondo di investimento che si era dichiarato interessato all’acquisto di Tecnowind. La preoccupazione delle maestranze rimane latente, in attesa di un chiarimento istituzionale martedì prossimo.

 

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