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Iis Laeng, gli studenti incontrano
il padre di Emanuele Ghidini

OSIMO - Assemblea di istituto, il prossimo 26 ottobre al Palabellini, con Gianpietro Ghidini, fondatore dell’associazione ‘Ema Pesciolino Rosso’, nata dopo la tragica morte del figlio
martedì 17 Ottobre 2017 - Ore 18:55
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Gianpietro Ghidini

Una particolare assemblea d’Istituto quella organizzata dagli studenti dell’Iis Laeng di Osimo. Giovedi 26 ottobre 2017, al Palabellini, incontreranno Gianpietro Ghidini, fondatore dell’associazione ‘Ema Pesciolino Rosso’ che è già stato ad Osimo, ospite dell’associazione Il Gabbiano (leggi l’articolo).  È novembre 2013, nel cuore della notte Gianpietro, manager di successo, sente squillare il telefono «Corri al fiume, è successo qualcosa a Emanuele». Emanuele, 16 anni, dopo aver provato una pasticca di droga a una festa, si getta nel fiume Chiese vicino a casa, a Gavardo, accanto a Salò. È in preda alle allucinazioni, il cervello gli va in corto circuito e in pochi secondi sparisce nelle acque gelide. Lo ritroveranno dieci ore dopo a distanza di duecento metri, morto annegato.

C’è una stranezza in questa tragedia della droga: Ema si è gettato esattamente nello stesso punto dove una decina di anni prima, accompagnato da suo padre, aveva liberato un pesciolino rosso. E anche il «tuffo» del pesciolino era finito malissimo: fu mangiato da un’anatra. A papà Gianpietro scappò una risata. A Emanuele no: aveva 6 anni, per lui fu una specie di shock.  Da quel novembre cambia tutto. Per un attimo Gianpietro, disperato, pensa di farla finita. Ma dieci giorni dopo il funerale del suo Ema, apre una fondazione,” Il pesciolino rosso”, scrive un libro “ Lasciami volare” e comincia la missione nelle scuole, nelle discoteche, negli oratori, nei bar e nei palazzetti sportivi, sempre pieni.

L’Iis Osimo Castelfidardo

Per 821 volte papà Gianpietro racconta la propria storia e quella di suo figlio Emanuele, attraversando tutta Italia. E non si vuole fermare. Una testimonianza di vita, per cercare di condividere l’idea che non solo possiamo sopravvivere al dolore, ma che le sofferenze e le difficoltà della vita ci possono rendere migliori, perché quello che oggi sembra farci cadere può essere quello che domani ci aiuterà a stare in piedi. Durante i suoi incontri Gianpietro parla – con energia, tenacia, anche rabbia, che però mai vince sulla speranza – di dipendenze ma soprattutto di passioni, di vita. Cerca di trasmettere l’idea di quanto sia decisiva «la preparazione per imparare a conoscere se stessi e i propri desideri, aspirazioni». Mette in guardia da quelle «stupidate» che sembrano innocue e invece portano a pagare un prezzo altissimo. A volte letale. Ad ascoltare e dialogare con Gianpietro tutti gli studenti dell’Iis Laeng Osimo e gli studenti delle terze medie degli Istituti comprensivi della città, che condivideranno un momento di grande intensità emotiva.

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