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Ospedale di Osimo,
Pronto soccorso
in emergenza personale

SANITA' - In attesa di avvio dell'intervento di restyling e della fusione con l'Inrca di Ancona, Achille Ginnetti solleva dubbi sull'organico in sofferenza del reparto di Medicina d'urgenza. "Tra i medici risulterebbe una domanda di pensionamento, 2 di trasferimento e una di mobilità; saranno rimpiazzati dall'Inrca, dall'Asur o da nessuno?” si domanda l'ex assessore
mercoledì 8 Novembre 2017 - Ore 18:09
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Il triage del Pronto Soccorso dell’ospedale di Osimo

L’ospedale di Osimo Ss. Benvenuto e Rocco

Da una parte la Maternità che potrebbe riaprire (leggi l’articolo), dall’altra il pronto soccorso in affanno (leggi l’articolo). In attesa di formalizzare a gennaio 2018 la fusione per incorporazione con l’Inrca di Ancona (leggi l’articolo) l’ospedale di Osimo continua a essere al centro del dibattito politico cittadino. Al termine dei controllo dei documenti della ditta vincitrice della gara (leggi l’articolo), tra fine novembre e primi di dicembre dovrebbe partire l’intervento di restyling del reparto di Medicina d’urgenza ma secondo l’ex assessore Achille Ginnetti, medico di famiglia, la situazione più critica, ben “più grave e complessa”, è relativa al personale del pronto soccorso. “Tra i medici risulterebbe una domanda di pensionamento, 2 di trasferimento e una di mobilità; saranno rimpiazzati dall’Inrca, dall’Asur o da nessuno?” si domanda.

Achille Gnnetti in una foto recente con l’arcivescovo Angelo Spina

L’altra incognita grava sul servizio di emergenza urgenza territoriale. “Se il personale 118 è Asur dal 1 gennaio come potrà lavorare all’interno del Ps-Inrca?” chiede Ginnetti che ricorda inoltre come “sono stati deliberati i lavori per la riapertura della terza corsia della Chirurgia al primo piano, in modo da riservare la corsia centrale al Pronto soccorso che è nel piano inferiore (leggi l’articolo). Ma c’è il problema ascensore. In una situazione così funzionale dal punto di vista strutturale, cioè Pronto soccorso al piano sotto e osservazione breve piano sopra, la soluzione più logica in termine di sicurezza interna (anche sanitaria) sarebbe un ascensore dedicato, diretto tra i due piani. Invece no, non è previsto nei lavori. Si dovrebbe percorrere decine di metri di corridoio tra il pubblico per utilizzare gli ascensori esistenti”.

L’ex amministratore incalza: “Manca poco tempo al 1 gennaio, ma è un periodo sufficiente per chi può prendere le decisioni per trovare le giuste soluzioni affinché almeno il pronto soccorso rimanga un presidio territoriale, efficiente e funzionante. Un’organizzazione dipartimentale interaziendale (Area Vasta 2 – Inrca) potrebbe ottimizzare le risorse presenti mantenendo la stretta collaborazione 118 – Pronto soccorso e continuare a prestare con efficacia un servizio essenziale per la nostra popolazione”.

 

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