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Rapinavano le prostitute cinesi
fingendosi clienti:
maxi condanna per la banda

ANCONA – Il collegio penale ha inflitto agli imputati una pena complessiva di 14 anni e 2 mesi di reclusione ai 4 rapinatori. Il gruppo era stato fermato dai carabinieri di Jesi nel giugno 2013, poco prima di scendere dall’auto e assaltare l’appartamento di una squillo orientale
mercoledì 20 dicembre 2017 - Ore 16:11
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Il tribunale

 

Si presentavano nelle case squillo cinesi come clienti, ma alla fine rapinavano le prostitute: maxi condanna per i 4 componenti della banda finita in manette nel giugno 2013, fermata dai carabinieri prima di mettere a segno l’ennesimo colpo. In totale, il collegio penale ha inflitto agli imputati – un pugliese di 45 anni, un 46enne molisano e due cinesi di 37 e 40 anni – una pena complessiva di 14 anni e 2 mesi di reclusione. La sentenza è arrivata questa mattina, alla presenza dei difensori Pietro Gaetani e Roberta Pierantoni. Il gruppetto (composto in origine da 5 persone) era stato sorpreso il 14 giugno 2013 nei pressi di un’alcova del sesso di Jesi. L’arresto era scaturito in maniera fortuita. I carabinieri, infatti, avevano ricevuto numerose segnalazioni dai residenti che avevano notato la presenza sospetta di un’auto parcheggiata davanti a una banca con all’interno alcuni uomini in procinto di coprirsi il volto con cappucci e passamontagna. Pensando di andare a sventare una rapina ai danni dell’istituto di credito, i militari avevano bloccato l’azione criminale sul nascere, arrestando i 5 componenti della gang. Dai successivi riscontri, però, era emerso che l’obiettivo dei banditi non era la banca, bensì una prostituta cinese. Il giorno prima, era toccato a una sua “collega” di Fabriano.  Un componente della gang, dopo aver preso appuntamento come un normale cliente, era entrato nell’appartamento, lasciando aperta la porta in maniera tale da far entrare i suoi complici. In quell’occasione, alla lucciola erano stati portati via 300 euro. Ma il modus operandi della banda sarebbe stato messo in atto anche in altre regioni d’Italia. Il quinto arrestato, proprio per avere maturato dei precedenti simili, è stato nel frattempo giudicato dal tribunale di Alessandria, dove sono stati riuniti tutti i fascicoli per rapina e tentata rapina ai danni di squillo orientali. Sicuro l’appello da parte della difesa.

 

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