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un rarissimo reperto romano

FABRIANO - Scoperto nel 1976 e mai esposto, il ponderarium di Tuficum ora riceverà la giusta collocazione ad Albacina
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l’Assessore alla Cultura, archeologa di Fabriano, Ilaria Venanzoni e la mensa ponderaria

la “mensa ponderaria” di Tuficum conservata temporaneamente al Foro Boario

 

di Sara Bonfili

Risale al 1976 la scoperta di un oggetto rarissimo proveniente dal municipio romano di Tuficum, una mensa ponderaria di pietra. Con altri pezzi a lungo conservata sotto una tettoia, e ora finalmente potrà essere valorizzata com’è necessario, tornando nel luogo del suo ritrovamento. Lo spiega a Cronache Ancona l’assessore alla Cultura, archeologa di Fabriano, Ilaria Venanzoni. «Una mensa ponderaria è stata rinvenuta nel ponderarium, cioè il locale usato per le misurazioni, di Tuficum, la località archeologica che corrisponde agli attuali Albacina e Borgo Tufico, entrambe frazioni di Fabriano». Perché è così importante? «Perché oltre ad essere di origine romana − illustra Venanzoni −, è un pezzo molto raro. Per anni era stata conservata con altri frammenti architettonici (pezzi di colonne, capitelli, basi) nel Chiostro di San Domenico, accanto al Museo della Carta di Fabriano, dove però aveva rischiato di esser danneggiata. La mensa si trova ora al Foro Boario, in un magazzino dove non è certo valorizzata. Ora c’è la proposta, illuminata secondo me − prosegue l’archeologa −, perché i reperti è giusto che stiano nei luoghi da dove provengono, di trasferirla e renderla visibile nella casa parrocchiale della Chiesa di San Venanzo di Albacina, al momento chiusa dopo il sisma del 2016». Che fine farà quindi? «Aspettiamo che si possa riaprire la chiesa, e si spera che venga messa lì, con il parere della Soprintendenza».

Andiamo ad approfondire, poiché se cerchiamo ponderarium, tra le prime voci che compaiono nella Treccani, c’è proprio Tuficum. Quella ritrovata era uno strumento mensorio per liquidi e aridi, come emerge da un articolo della ricercatrice Giulia Baratta, costituito da una lastra di pietra con diverse cavità, di norma tra due e cinque, con la funzione di misurare, grazie a un addetto al controllo e alla verifica delle quantità. Strumento raro, a quanto pare, anche perché le misurazioni erano realizzate e poste in opera per volontà degli amministratori locali del municipium, e quindi gli strumenti relativi sono ancora più difficili da trovare. L’esistenza del ponderarium di Tuficum è confermata da un’iscrizione. L’epigrafe, andata perduta ma attestata almeno nel XIV e nel manoscritto Memorie storiche di Fabriano del Canonico Costanzo Gilii e di Silvestro Guerrieri conservato nella biblioteca di Palazzo Raccamadoro-Ramelli a Fabriano, attesta la presenza del luogo delle misurazioni di Tuficum. Il 14 dicembre scorso, tra l’altro, l’assessore Ilaria Venanzoni ha accompagnato i giornalisti del TGR Marche, per un approfondimento in onda dal laboratorio di restauro della Soprintendenza dei Beni Archeologici e del Paesaggio, a filmare i reperti rari che sono stati messi in sicurezza dagli operai del comune in attesa di migliore ubicazione.

 articolo della ricercatrice Giulia Baratta

estratto dell’ articolo della ricercatrice Giulia Baratta

 

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