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Croce Azzurra, il corso
che salva la vita
ai bimbi e ai grandi

INIZIATIVA - La Croce Azzurra Fabriano organizza un ciclo di corsi di primo soccorso ad offerta libera per l'acquisti di un defibrillatore pubblco (PAD). Nelle città italiane che hanno adottato progetti PAD si è registrata un aumento della sopravvivenza post arresto cardiaco dal 5% al 50%.
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croce azzurra fabriano

Un operatore mostra le manovre più importanti per le emergenze dei piccoli

 

di Sara Bonfili

Cultura del soccorso per tutti. E solidarietà per l’acquisto di un defibrillatore pubblico in grado di salvare la vita in caso di arresto cardiaco, oltre che di limitare danni cerebrali da ipossia. L’obiettivo del primo di una serie di corsi che la Croce Azzurra di Fabriano ha organizzato domenica 4 febbraio, nella sua sede. Gli istruttori del centro formazione IRC Fabriano, Gabriele Fava, Santo Cerbone, Margherita Pelucchini, Luca Francioni, con la collaborazione dei volontari della croce azzurra Fabriano, hanno illustrato ai numerosi presenti, buone regole di vigilanza e prevenzione per evitare incidenti domestici, tecniche di sonno sicuro, e manovre di disostruzione pediatriche. Lo scopo di questi eventi è diffondere nelle famiglie, nei nonni o sorveglianti dei bambini, la consapevolezza dei tanti possibili incidenti domestici che possono evolvere anche con gravi conseguenze, ma soprattutto il modo di operare le prime manovre di emergenza in attesa dell’arrivo dei soccorsi avanzati. Gli incontri sono ad offerta libera, per raccogliere fondi per l’acquisto di un  defibrillatore da donare alla città di Fabriano. “L’arresto cardiocircolatorio è una delle principali cause di morte nella fascia d’età dai 40 anni in su; a Fabriano ogni anno si contano almeno 30 episodi di morte cardiaca improvvisa, il cui 80% dei casi avviene lontano da strutture ospedaliere, per strada, in palestra a lavoro, a scuola. Evidenze scientifiche in continuo aggiornamento, indicano che la sopravvivenza ed una buona ripresa neurologica successiva ad un arresto cardiaco, sono subordinati ad un intervento sanitario adeguato ed in tempi molto rapidi; ogni minuto di ritardo nel soccorso, diminuisce le probabilità di sopravvivenza del paziente del 10% circa, fino a vanificarli superati gli 8/10 minuti”.  “Per garantire la sopravvivenza post arresto cardiaco sarebbero sufficienti due semplici interventi esterni, quali un adeguato massaggio cardiaco ed una defibrillazione precoce; questo ritarderebbe la parabola delle complicazioni cliniche che si innescano con il deficit di ossigeno”, spiega Aldo Costantini, responsabile della Croce Azzurra Fabriano. “Dagli studi e soprattutto dalla sperimentazione che ci è arrivata da oltreoceano si è quindi chiarito che la strada da percorre è quella di dotare ogni comunità di un numero adeguato di PAD (public access defibrillation) ovvero dei punti di accesso pubblico con defibrillatore e con la predisposizione di personale adeguatamente formato che possa intervenire immediatamente all’evento, e ritardare i danni irreversibili provocati da una prolungata anossia cerebrale, permettendo la

il corso di primo soccorso pediatrico della Croce Azzurra

sopravvivenza del paziente fin ché non possa essere assistito da uno soccorso sanitario adeguato. “Ed il nostro intento è questo: dotare Fabriano del primo PAD e diffondere una adeguata cultura del soccorso nella comunità, in modo cha sia pronta ad agire, nell’istante in cui si verifica l’evento”, dice Aldo Costantini. “Il nostro DAE (defibrillatore automatico esterno) avrà un nome, Donatella, in memoria della dott.ssa Conti, uno dei medici istruttori del nostro centro di formazione cittadino, nonché direttrice sanitaria della Croce Azzurra per anni, a cui tutti i volontari devono la propria preparazione”, conclude Costantini. “Quindi grazie a quanti oggi hanno contribuito a questo scopo”.

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