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Amianto, Fabriano presenta
la mappa del pericolo

FABRIANO - Divulgati i dati dello studio dello spin-off universitario di Chieti. Rimuovere l'amianto nel territorio comunale potrebbe essere pù semplice del previsto, dato che l'80% del materiale si trova in aree rurali e industriali ed è di piccola dimensione. Lo 0,79% è localizzato all'interno di obiettivi sensibili e richiede immediato intervento; il 18,10% a meno di 100 metri dagli obiettivi sensibili.
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I carabinieri forestali mettono i sigilli ad una discarica abusiva di amianto, foto d’archivio

Alcuni dei dati presentati su Fabriano

 

di Sara Bonfili

L’amianto sul territorio comunale è concentrato soprattutto nell’area rurale con coperture mediopiccole (per l’80%) e coperture di strutture industriali. Lo 0,79% dell’amianto si trova all’interno di obiettivi sensibili, come le scuole; il 18,10% a meno di 100 metri dagli obiettivi sensibili. Sono i dati forniti dall’amministrazione in un incontro pubblico molto partecipato, presentato dal sindaco Gabriele Santarelli, con la giornalista Stefania Divertito, che ha scritto libri e partecipato a documentari sul tema, il dottor Tagliamento, direttore dell’Istituto di prevenzione dell’Area Vasta 2, Giuseppe Pomposo, uno dei fondatori dello spin-off dell’università di Chieti che ha curato lo studio sul territorio fabrianese. La spin-off ha mappato la zona e ha poi sovrapposto le ortofoto relative a diversi anni, avendo un quadro delle modifiche fatte e da fare. La mappatura del pericoloso minerale è stata conlcusa nel 2017, con fondi comunali accantonati anche dalla precedente amministrazione Sagramola. La casistica, in più, relativa alle malattie professionali nelle Marche, intimorisce, poiché riguarda una delle prime regioni che hanno compiuto il monitoraggio, ed è legata a precisi settori diffusi nella regione, come gli operai dei cantieri navali, delle officine ferroviarie della direttrice Falconara-Foligno, del settore edile e della dismissione dei materiali contenenti amianto, secondo quanto emerge dai dati dall’Asur 2.

Gabriele Santarelli, la dott.ssa Divertito, Il dott. Pomposo, il dott. Tagliamento dell’Asur 2

La Divertito: “Sull’amianto c’è una normativa che dal 1992 è diventata farraginosa, poiché si è allargata di mille ramificazioni fino a comprendere circa 400 leggi, che sarebbero dovute confluire in una sola, in questa legislatura, ma non è stato così”. “Anni fa si diceva che le morti per amianto avrebbero toccato il picco tra il 2019 e il 2021, ora si ritiene che il picco ci sarà tra il 2023 e 2025, e si sa che le patologie incorrono intorno ai venti-trenta anni, quindi è importante prevenire sanando i luoghi come le scuole dove l’amianto è ancora molto presente”. I danni sono presto detti, il dottor Tagliamento: “I danni erano noti da decenni prima che venisse fatta la legge. Si tratta di danni polmonari cronici, sia di danni al peritoneo, che di tumori polmonari pleurici, come l’adenocarcinoma polmonare o il mesotelioma”. Di tumori, secondo i dati riferiti dal dottore, si ammalano i lavoratori dei settori citati e quelli dell’edilizia, dove è molto sfruttato il cemento-amianto – adatto alle temperature e latitudine della Marche e meno alle zone con grandi precipitazioni nevose – e quello della rimozione, molto delicata. Il metodo dello studio è stato spiegato al dottor Pomposo, PhD dell’Università di Chieti, fondatrice della ResGea: dal telerilevamento ai software che trattano dati territoriali, in modo che siano compatibili con la cartografia preesistente, per mezzo di open data con zero costi per le acquisizioni di nuove immagini. Dalle immagini multisprettrali (a infrarosso) con algoritmi si estraggono quelli che sono più affini verosimilmente con i materiali contenenti amianto. Può esser presente in moti supporti, dalle tubature, all’eternit, ai materiali fibrosi come i sipari dei teatri, utilizzati per l’alta capacità di resistenza termica. “Le Marche hanno risposto bene affrontando il problema, che più che dal materiale dipende dalla manutenzione corretta, per far sì che i rischi di esposizione vengano abbattuti. Va da se che se l’ente pubblico trova i fondi per la rimozione, si può sostituire ai privati”.

Gli strumenti dello studio

Gli obiettivi di Fabriano per il sindaco Santarelli sono “fare un quando e della situazione, per procedere alla dismissione ed evitare il fenomeno della dismissione abusiva dell’amianto”. L’attenzione per Santarelli è massima: “C’è un edificio vicino a Santa Caterina in pieno centro storico, per cui abbiamo emesso la seconda ordinanza di rimozione e, a seguito della quale il comune interverrà sostituendosi al privato, se questo non provvederà prima”.

Delle coperture totali mappate nel territorio comunale di Fabriano l’80% sono di dimensioni medio piccole. Del totale, con riferimento alla distanza dai luoghi sensibili (scuole, locali pubblici, ecc) lo 0,79% si trova all’interno di obiettivi sensibili, il 18,10%  di queste si trova nelle vicinanze di obiettivi sensibili (a una distanza minore di 100mt) e oltre l’80% è a più grande distanza, si trova nelle aree rurali e private private, ma va comunque monitorato o rimosso. I telerilevamenti hanno evidenziato la modifica della situazione nel tempo, almeno dal 2010 ad oggi, con alcuni crolli di strutture in stato di abbandono e la rimozione, dal 2012 al 2016, di 80 coperture. Non ultima, la testimonianza di una donna che vive vicino alla struttura in centro storico di cui ha accennato il sindaco: a suo dire, “il 17 marzo 2014 in via Gentile in prossimità dell’edificio Quagliani, il comune ha ordinato di tenere le finestre chiuse in casa durante i lavori sul tetto di amianto, ma gli operai lavoravano senza tute particolari e mentre tiravano giù i residui di amianto dal tetto, la gente passava indisturbata”. La dottoressa Chiarini dell’ufficio competente del Comune ha assicurato che tutto si fa per il bene della salute pubblica: ci sono procedure ben precise, quando il privato non adempie, l’amministrazione attiva le procedure per sostituirsi a lui, ma laddove il privato decidesse di farlo, il procedimento si sospende, e questo a volte causa lungaggini. Ha assicurato che tutto è stato fatto nel rispetto della legge  in collaborazione con l’Asur.

la sovrapposizione delle ortofoto fino al 2013: in rosso le sostanze compatibili con l’amianto

Amianto nei Primer

Una fotografia di una struttura nel fabrianese amianti

Una fotografia di una struttura nel fabrianese

la concentrazione di materiale sul territorio comunale

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