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Ex Mutilatini, si apre la gara
Portonovo per tutti: «Siamo sconcertati dal bando»

ANCONA – Pubblicato l'avviso per la concessione in gestione dell'ex colonia estiva di Portonovo. Ma l'associazione che ha promosso il recupero boccia la delibera di giunta. “Le condizioni smentiscono la volontà di realizzare un ostello. Intercettare così i fondi europei è una missione impossibile”
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Ex Mutilatini, si apre la gara per la concessione dell’ex colonia estiva di Portonovo, ma il bando lascia perplessa l’associazione Portonovo per Tutti, che si è battuta da anni per il recupero ad uso pubblico dell’immobile, contro la sua messa all’asta e privatizzazione. Il bando approvato dalla giunta vede tempo fino al 3 aprile per presentare una proposta. Il bando prevede la gestione della struttura per 20 anni da parte di una impresa sociale, che si dovrà fare carico della ristrutturazione come ostello. Impegno stimato di 4 milioni di euro, di cui 1,4 milioni servono per la ristrutturazione dell’immobile. Il Comune pone come base d’asta a rialzo un canone annuale di 6mila euro. “La Sindaca vuole veramente realizzare l’ostello a Portonovo? – si chiede l’associazione Portonovo per tutti -. Il bando pubblicato smentisce la volontà di recupero dell’edifico. L’associazione manifesta tutto il proprio sconcerto per alcuni contenuti del bando per la ristrutturazione e gestione. Un bando che aspettavamo da tempo ma che, pur rispondendo alle esigenze di una destinazione di interesse pubblico, a carattere sociale e ambientale, sembra impostato per mandarlo deserto”. Due in particolare i nodi denunciati dall’associazione. L’accesso ai fondi europei e il versamento di 90mila euro per saldare la posizione ancora aperta tra il Comune e l’associazione nazionale vittime civili di guerra che detiene ancora un diritto d’uso dell’immobile. “C’è un’evidente discrepanza tra la delibera di giunta del 25 ottobre 2016 che impegna il sindaco e la giunta stessa ad adoperarsi per ottenere fondi europei (poi rafforzata dal protocollo di intesa con Univpm e FederParchi e dal recente accordo di programma sottoscritto in data 11 gennaio 2018 da Csv e Anci Marche per la cura dei beni comuni) e l’assoluta mancanza di iniziativa in tal senso da parte della amministrazione comunale (il bando POR è uscito a novembre 2017 e scadrà il 26 aprile 2018). Inoltre la previsione nel bando comunale che il vincitore “avrà accesso alle risorse messe a disposizione dal POR” prefigura di fatto una mission impossible, visto che il Comune, come ente pubblico proprietario del bene, è tenuto a presentare la domanda e che rimarranno pochissimi giorni per preparare la complessa documentazione tra l’individuazione del vincitore del bando comunale e la scadenza del POR” fanno notare dall’associazione.

Il progetto di ristrutturazione presentato da Portonovo per Tutti

Poi c’è la questione dei 90mila euro. “Non si capisce dal bando a quale titolo venga richiesta tale somma a chi dovrà investire più di un milione di euro per poter disporre di un bene che rimane proprietà del Comune e la cui ristrutturazione e gestione si configura come un’opera pubblica senza fini di lucro” aggiungono. “Dal dicembre scorso, cioè subito dopo l’uscita del bando POR, la sindaca ha negato più volte un incontro richiesto dall’associazione e ha rifiutato di concedere un seppur minimo aiuto finanziario (la nostra proposta ne prevedeva la restituzione con relativi interessi nei primi 10 anni di gestione). La nostra insistente e accorata richiesta all’amministrazione di intervenire con un proprio supporto finanziario mirava a facilitare l’investimento dei privati, tramite un’azione di crowdfunding che coinvolgerebbe l’amministrazione comunale e la cittadinanza intera nella realizzazione della ristrutturazione. Avendo lavorato incessantemente da 3 anni con gli operatori economici locali per lo sviluppo del progetto, sappiamo quanto sia importante un sostegno finanziario per affrontare i primi anni di ristrutturazione e di gestione dell’ostello. Un’amministrazione comunale lungimirante, che afferma di aver scelto per questo bando l’approccio del partnerariato pubblico-privato per un progetto a carattere sociale e senza scopi speculativi, dovrebbe facilitare e non rendere quasi impossibile tale impresa” conclude Portonovo per tutti, rinnovando l’invito al sindaco di un incontro al più presto per chiarire i punti critici del bando.

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