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I detenuti del Barcaglione,
attori de “I malati immaginari”

MACERATA - Lo spettacolo andrà in scena il 2 marzo al teatro Lauro Rossi. Si tratta di uno studio scenico liberamente ispirato all'opera di Moliere
sabato 24 febbraio 2018 - Ore 11:13
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Sono i detenuti della Casa di reclusione Il Barcaglione di Ancona i protagonisti dell’originale spettacolo che il Rotary Macerata Matteo Ricci in collaborazione con l’associazione Art’ò, l’Associazione rovine circolari e con il comune di Macerata organizza a scopi benefici per il prossimo 2 marzo alle 21 al teatro Lauro Rossi di Macerata. Si tratta de “I malati immaginari” uno studio scenico liberamente ispirato a Il malato immaginario di Molière a cura di Isabella Carloni e Francesca Marchetti con  la amichevole partecipazione di Angela Lello dell’Accademia56 di Ancona e Daria Graciotti del liceo Corridoni-Campana di Osimo. L’iniziativa è stata presentata oggi nella sala Castiglioni della biblioteca Mozzi Borgetti da Stefania Monteverde, vice sindaco e assessore alla Cultura, Silvana Lisi, presidente del Club Rotary Macerata Matteo Ricci, Massimiliano Fraticelli, past president del Club e organizzatore dell’evento e Isabella Carloni della direzione artistica.

La serata fortemente voluta da Massimiliano Fraticelli del Rotary di Macerata è condivisa con interesse dal Comune di Macerata perché ritiene che l’attività teatrale costituisce uno strumento utile per i soggetti in stato di detenzione, sia sotto il profilo culturale che di crescita personale e di grande valenza rieducativa. Un evento, quello del 2 marzo, che nasce da un progetto collettivo in un’ottica di grande collaborazione e che si inserisce in un momento in cui Macerata, come il territorio, ha bisogno di ricostruirsi. L’evento ha scopi benefici – l’incasso sarà devoluto all’Associazione Noa Pet Therapy che opera nel reparto Oncologia dell’ospedale di Macerata – ma anche finalità sociali, poiché nasce in collaborazione con la Casa di Reclusione Il Barcaglione di Ancona dove Francesca Marchetti e Isabella Carloni dell’Associazione Art’ò e dell’Associazione Rovine Circolari, conducono da anni con i detenuti un laboratorio sui linguaggi scenici, che testimonia il valore socializzante e rieducativo del teatro. «La possibilità di vivere ed elaborare emozioni e conflitti – dicono le conduttrici -, attraverso la capacità mimetica e il gioco scenico, ne fa uno strumento fondamentale di evoluzione personale, di costruzione di relazione e di cittadinanza, che possono rivelarsi preziosi nella realtà del carcere e negli intenti rieducativi della reclusione. Sono queste convinzioni che ci guidano nell’accompagnare i detenuti in un percorso teatrale coinvolgente e personalizzato, che si rivela importante come momento di rielaborazione creativa all’interno di un gruppo, come messa in gioco delle proprie potenzialità e come acquisizione di un saper fare che diventa tappa di ricostruzione di un nuovo percorso. La possibilità di un confronto con un pubblico esterno in occasione dell’evento del 2 marzo è un momento importante di verifica di questo percorso per i detenuti, che incontrano anche allievi di teatro e studenti che lavorano con loro e condividono, attraverso il teatro, una relazione di conoscenza reciproca e di scambio creativo».

Il costo del biglietto per assistere allo spettacolo è di 15 euro. Si può acquistare alla biglietteria dei teatri (0733230735, boxoffice@sferisterio.it) e la sera stessa dello spettacolo alla biglietteria del teatro Lauro Rossi.

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