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Dramma di Azka,
il padre resta in cella
Il gip: «Ragazza in fuga o picchiata»

MORROVALLE - Si è svolta l'udienza per Riaz. Il fermo è stato convalidato. Per il giudice è centrale il fatto che la 19enne fosse distesa a terra quando è stata investita per attribuire responsabilità dell'uomo. La difesa annuncia ricorso
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di Gianluca Ginella

«Scappava dal padre o era stata picchiata, per questo Azka è finita a terra quando è stata investita dall’auto. E il padre si contraddice». Questo in sintesi dice il gip Domenico Potetti del tribunale di Macerata che questa mattina ha convalidato il fermo di Muhammad Riaz, il padre della 19enne pakistana morta sabato sera lungo la provinciale 485 a Trodica di Morrovalle. L’uomo, 44 anni, si trova in carcere a Montacuto di Ancona con l’accusa di omicidio preterintenzionale della figlia. Riaz questa mattina, assistito dall’avvocato Francesco Giorgio Laganà, si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’udienza. Per il giudice fondamentale è il fatto che la giovane fosse distesa a terra. Fatto che sarebbe prova di due cose, a detta del giudice: o scappava dal padre o aveva subito da lui percosse o lesioni e, forse stordita, era caduta in mezzo alla strada o era stata spinta e lì era stata investita.

Dall’autopsia è emerso che la giovane è morta a causa dell’investimento, ma restano dubbi su alcune lesioni trovate sul corpo e sulla compatibilità con l’incidente. In particolare una alla mandibola. Il giudice ha spiegato che, comunque, è omicidio preterintenzionale anche un comportamento di tentate percosse e lesioni. Ha poi sottolineato che non c’è ombra di dubbio sul fatto che la ragazza si trovasse a terra quando è stata investita. E dunque, a suo avviso, non torna la versione del padre che ha detto che la ragazza era scesa dall’auto dopo che lui aveva fermato la vettura perché non funzionava bene e che quando è tornato per riprenderla ha visto che attraversava e ha cercato di avvisarla che stava arrivando l’auto che poi l’ha travolta. Stando a questa ricostruzione il padre riferisce che la giovane stava in piedi, cosa che però non torna. Il giudice ha spiegato poi la scelta di confermare la custodia in carcere per Riaz per pericolo di fuga e rischio di reiterazione del reato. Il legale del 44enne, al termine dell’udienza, ha annunciato che farà ricorso al riesame: «Non c’è prova delle percosse. Non è stata presa nemmeno in considerazione l’ipotesi che la ragazza possa essere caduta». Nel corso dell’udienza Riaz, quando il giudice si è ritirato per decidere è scoppiato a piangere: «dice che ha una figlia morta e non la può nemmeno vedere», ha detto Laganà. Il legale questa mattina ha nominato un consulente, Luigi Simonetto, esperto in infortunistica stradale e in mappatura delle lesioni sui corpi che li hanno causati.

(foto di Fabio Falcioni)

(Servizio aggiornato alle 15,20)

 

 

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