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Fabio Pasquinelli (PaP):
«Nelle Marche privatizzazione della sanità»

ELEZIONI – Il candidato alla Camera denuncia i tagli della Regione negli ospedali di Fabriano, Osimo e Senigallia. “In atto una politica finalizzata allo smantellamento dei servizi a tutela di un diritto costituzionale”
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Fabio Pasquinelli

 

Fabio Pasquinelli, candidato di Potere al Popolo nel Collegio elettorale di Marche Nord (Pesaro-Ancona) per la Camera dei deputati, denuncia “una politica nazionale e regionale finalizzata allo smantellamento della sanità pubblica ed alla privatizzazione di un servizio sociale a tutela di un diritto fondamentale, quello alla salute, garantito dall’art. 32 della Costituzione.” Secondo Pasquinelli “la creazione dell’azienda unica regionale, voluta dal governo regionale di centrosinistra, lo smembramento dei reparti ospedalieri in più strutture, come accaduto a Pesaro e Fano e nella provincia di Ancona, la chiusura dei reparti maternità, a danno di aree vaste come la zona montana presidiata dall’ospedale di Fabriano e la Val Musone presidiata dal nosocomio di Osimo, il declassamento e la soppressione di strutture territoriali, che mette a rischio la stessa esistenza degli ospedali di Senigallia ed Osimo, sono iniziative politiche antisociali che hanno caratterizzato l’applicazione del piano sanitario voluto e realizzato da governi nazionali e regionali, nonché da amministrazioni comunali, sostenuti dal Partito Democratico e da Liberi e Uguali. Sempre più cittadini italiani,-prosegue il candidato alla camera- a causa della crescente povertà e dell’inefficienza dei servizi, sono costretti a rinunciare alle cure e prostrati da tempi di attesa eccessivamente lunghi, che rappresentano una vera e propria negazione di un diritto fondamentale. Potere al Popolo lotta per la difesa ed il potenziamento della sanità pubblica, gratuita ed efficiente, per l’abolizione dei ticket e la riduzione delle liste d’attesa, contro la privatizzazione dei servizi sociosanitari, l’esercizio dell’attività privata in strutture pubbliche e la soppressione delle strutture ospedaliere territoriali.”

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