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Dito incastrato in ascensore,
bambina perse falange: 2 condanne

MACERATA - La piccola aveva 10 anni quando era avvenuto l'incidente. Oggi la sentenza: un mese a titolare della ditta che doveva occuparsi della manutenzione dell'elevatore e a dipendente dell'Arpam
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L’ascensore dov’è avvenuto l’incidente

 

Bambina di dieci anni aveva perso la falange del dito mignolo a causa del malfunzionamento dell’ascensore: condannati tecnico Arpam e titolare della ditta che doveva occuparsi della manutenzione. L’episodio risale al 4 giugno 2014. Un pomeriggio una bambina, che all’epoca aveva 10 anni, si trovava all’interno dell’ascensore di una palazzina al civico 16 di via Batà, a Macerata, dove abitava con la famiglia. Alla bambina quel giorno era rimasta una mano incastrata tra le porte automatiche dell’ascensore e aveva perso la falange del mignolo. Per essere soccorsa era stata trasportata all’ospedale Salesi di Ancona. C’era stata una corsa contro il tempo per cercare di riattaccarle la falange. Per quell’episodio sono finiti sotto accusa un 50enne, maceratese, titolare della ditta che doveva occuparsi della manutenzione dell’impianto, e un 65enne, maceratese, dipendente dell’Arpam con funzioni ispettive che si occupava delle verifiche periodiche degli impianti. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, il titolare della ditta avrebbe omesso di verificare il funzionamento dei dispositivi meccanici, idraulici ed elettrici e in particolare le porte dei piani e il fondo mobile dell’ascensore che, secondo l’accusa, non era idoneo a rilevare la presenza di una persona di 30 chili, ovunque si trovasse nella cabina dell’elevatore, in modo di impedire la chiamata da un altro pano e la chiusura delle porte. Le norme prevedono, dice l’accusa, che ci siano controlli sul corretto funzionamento dei dispositivi di bloccaggio delle porte di piano. Il dipendente Arpam avrebbe invece omesso di rilevare e segnalare all’amministratore di condominio e alla ditta addetta alla manutenzione dell’impianto l’anomalo funzionamento del fondo mobile dell’ascensore. Oggi il pm ha chiesto la condanna per entrambi a 1 anno e 6 mesi per lesioni colpose. Il giudice Enrico Pannaggi ha invece deciso una condanna a un mese e 10 giorni per entrambi e 8mila euro di provvisionale per la bambina. I famigliari della piccola si sono costituiti parte civile, assistiti dall’avvocato Paolo Giustozzi. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Giacomo Maria Perri e Leonardo Filippucci.

(Gian. Gin.)

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