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L’ultima versione di Oseghale:
«Ho lasciato Pamela sola con Desmond»

ORRORE A MACERATA - Il nigeriano, indagato per l'omicidio della 18enne romana, ha dato ad uno dei suoi legali una nuova ricostruzione dei fatti del 30 gennaio. Ha detto di essere uscito di casa dopo che la ragazza si era sentita male: «Quando sono tornato il corpo era nella valigia». Awelima interrogato per lo spaccio di 100 grammi di eroina: «Mai stato nella casa di via Spalato»
giovedì 15 Marzo 2018 - Ore 21:42
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Innocent Oseghale

 

di Gianluca Ginella

«Ho lasciato Pamela in casa con Desmond quando si è sentita male, sono tornato alcune ore dopo e lui non c’era più e il corpo della ragazza era dentro la valigia. Mi sono spaventato e ho deciso di portare via i trolley». Questa in sintesi la versione che Innocent Oseghale ha dato oggi ad uno dei suoi legali nel corso della visita nel carcere di Marino Del Tronto, ad Ascoli.

Desmond Lucky, uno dei nigeriani indagati per il delitto di Pamela Mastropietro

L’avvocato Umberto Gramenzi, che assiste il nigeriano insieme al legale Simone Matraxia, ha incontrato il 29enne accompagnato da un interprete. Oseghale, che in passato si era limitato a dire che Pamela si era sentita male dopo aver assunto droga, negando di averla uccisa, di averne fatto a pezzi il corpo e di aver portato le valigie con i resti della 18enne a Casette Verdini di Pollenza, oggi ha riferito alcuni particolari in più.

Ha detto che Pamela aveva assunto droga e che quando si era sentita male lui e Desmond Lucky, 22, avevano messo il corpo della ragazza sul letto, la giovane ad un certo punto era anche caduta. «Poi sarebbe uscito di casa, mentre la ragazza stava sdraiata sul letto, perché aveva ricevuto una chiamata – spiega l’avvocato Umberto Gramenzi, contattato dopo la visita in carcere –. Allora è uscito, era il primo pomeriggio, e in casa dice che c’era solo Desmond. Quando è tornato, intorno alle 20, Desmond non c’era più e ha trovato la ragazza fatta a pezzi nella valigia.

L’avvocato Umberto Gramenzi

Il mio assistito ribadisce che non l’ha uccisa lui e che non ha fatto a pezzi il corpo. Questo è quanto riferisce. Certamente nei prossimi giorni tornerò ad avere un colloquio con lui». Del terzo indagato, Lucky Awelima, ha parlato? «No, di lui non ha detto niente».

Awelima oggi è stato interrogato nel carcere di Montacuto, ad Ancona, per una indagine relativa allo spaccio di un etto di eroina (reato contestato anche a Oseghale, che sarà sentito domani).

Il 27enne, assistito dall’avvocato Giuseppe Lupi, ha detto di non essere mai stato a casa di Oseghale. E sulla foto trovata sul suo cellulare in cui si vede un bilancino di precisione con sopra un sacchetto di droga, che a detta degli inquirenti sarebbe stata scattata, il 22 gennaio, nella casa di via Spalato 124, ha detto che non l’ha mai vista.

Giuseppe Lupi

Per stabilire dove la foto è stata scattata martedì scorso c’era stato un sopralluogo nella casa di via Spalato 124 con un geometra che si è occupato di misurare le piastrelle.

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