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“Paga o tua moglie saprà di noi”:
condannata ricattatrice hard

ANCONA - Per la donna, una romena di 35 anni, il giudice ha stabilito una pena di due anni e due mesi di reclusione, riconoscendo un solo episodio configurabile come estorsione. E cioè quello in cui la vittima, un pensionato di 63 anni, aveva consegnato alla sua ex amante una bustarella con all'interno 12 mila euro in contanti. In quell'occasione, per la straniera erano scattate le manette
martedì 20 Marzo 2018 - Ore 18:09
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Tribunale di Ancona

 

Per l’accusa, aveva ricattato il suo ex amante chiedendogli soldi in continuazione. In cambio, lui – un pensionato di 63 anni – avrebbe potuto stare tranquillo: il suo matrimonio non sarebbe naufragato. La sua relazione clandestina avuta con una romena di 35 anni, nonchè sua ricattatrice secondo la procura, poteva rimanere nascosta. Il silenzio, stando a un’ipotesi iniziale, era costato 60 mila euro, facendo configurare il reato di estorsione. Questa mattina, la straniera è stata condannata a due anni e due mesi di reclusione. Durante la scorsa udienza del processo, che si è svolto con il rito abbreviato, il pm aveva chiesto tre anni e quattro mesi. La riduzione è dovuta al riconoscimento da parte del giudice di un solo episodio legato all’estorsione. Fa riferimento a quello avvenuto nel febbraio 2017, quando la romena era stata arrestata nei pressi di un centro commerciale di Jesi dopo aver preso una bustarella contenente 12 mila euro dal suo ex amante. Per la donna erano scattate le manette e il carcere, misura poi revocata dal giudice. Secondo quanto ravvisato dalla procura, il ricatto della 35enne sarebbe andato avanti per un paio di anni, iniziato quasi subito dopo la fine della relazione tra i due amanti. Si erano conosciuti nel 2014. Dopo la conclusione della storia, lei lo avrebbe iniziato a ricattare, chiedendo soldi in cambio del suo silenzio. “Paga o diffondo online i nostri video hot” le avrebbe detto la romena per costringerlo a pagare. Lui aveva denunciato ai carabinieri di Serra de’ Conti, dove è in servizio un suo amico, facendo ammontare la cifra dei pagamenti a 60 mila euro. Il giudice ha riconosciuto come illegittima solo l’ultima tranche, quella dei 12 mila euro. In quell’occasione, alla donna era stata tesa una trappola fuori da un centro commerciale di Jesi. Come aveva preso i soldi, era scattato l’arresto. Per la difesa, invece, non ci sarebbero mai stati dei ricatti. Tra i due ex amanti ci sarebbero stati degli scambi di denaro ma perché entrambi avevano maturato il progetto di aprire un’impresa di pulizie in Romania. Dunque, alla base, non ci sarebbe stata alcuna estorsione, ma un piano imprenditoriale comune, poi naufragato.

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