“Ricominciamo da venti”,
il Parco di Frasassi traccia il suo futuro

NATURA - "Comunità e Territori per un Nuovo Appennino": il prossimo convegno sui venti anni del Parco della Gola della Rossa e di Frasassi si terrà nell'Oratorio della Carità di Fabriano il 9 aprile alle 17.45. Per puntare verso un rinnovato modo di concepire le idee e le azioni per la conservazione della Natura

 

 Il fiume Sentino scorre nella Gola

Il fiume Sentino scorre nella Gola

 

L’Oratorio della carità in un incontro pubblico

Si chiama “Ricominciamo da Venti” e celebra i venti anni del Parco della Gola della Rossa e di Frasassi.  Il primo incontro pubblico il 9 aprile, a Fabriano, presso l’Oratorio della Carità, alle 17.45, sul tema “Il parco che vogliamo”. Con le proposte future non solo limitatamente ai confini del Parco, ma all’intero territorio di Genga, Fabriano e comprensorio. All’incontro partecipaerano Ugo Pesciarelli, sindaco di Sassoferrato e presidente Unione Montana Esino Frasassi, Gabriele Santarelli, sindaco di Fabriano, Massimiliano Scotti direttore del Parco della Gola della Rossa e di Frasassi, in qualità di moderatore, Giampiero Sammuri presidente Federparchi, Francesca Pulcini, presidente Legambiente Marche, Jacopo Angelini delegato Wwf Marche, la deputata Patrizia Terzoni, il segretario generale dell Fondazione Symbola Fabio Renzi, l’assessore regionale all’ambiente Angelo Sciapichetti. L’amministrazione del Parco punta su “Coraggio, Fantasia e Coinvolgimento”, da “declinare nella programmazione e nella realizzazione di un rinnovato legame “per il territorio e con il territorio per una visione diversa, più attuale e più moderna, del rapporto tra popolazione e ambiente. Il percorso iniziato negli anni scorsi si concretizza oggi nel coraggio di voler ripensare e ricostruire il territorio insieme a coloro che lo vivono, valorizzando la sua diversità e la sua ricchezza in un modo differente”, ma con la costante “volontà e capacità di mettersi in gioco”. “In questo cammino – continuano gli organizzatori del convegno di Fabriano – la sinergia tra cittadini e istituzioni diventa la chiave di volta per un nuovo sviluppo consapevole e responsabile dei caratteri di eccezionalità che distinguono le aree montane del nostro Appennino. È necessario – concludono – comprendere le strettissime correlazioni che esistono tra le esigenze di sviluppo e quelle di conservazione, nell’ottica di tutelare le collettività residenti, attuali e future”.

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