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Spacciavano droga su due province
ma erano anche sciacalli
nella zona rossa del terremoto

ASCOLI - Maxi blitz dei Carabinieri che hanno smantellato un'organizzazione che operava sull'asse Marche-Abruzzo. Sequestrati quasi due quintali di marijuana e una pistola. Sette arrestati, di cui cinque (quattro italiani e un albanese) all'alba di oggi. Gli altri due erano in carcere da alcuni mesi, e l'indagine era partita proprio da un controllo alla loro auto effettuato a novembre. Avevano anche rubato grondaie e discendenti in rame a Pretare. I militari dell'Arma hanno utilizzato unità cinofile e un elicottero
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Un carabiniere dell’Unità cinofila di Pesaro davanti la caserma dell’Arma di San Benedetto

Decine di carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Ascoli e della Compagnia di San Benedetto, con l’impiego di Unità cinofile dei Carabinieri di Pesaro e di un elicottero dell’Elinucleo di Pescara – su ordinanza firmata del gip del Tribunale di Ascoli Annalisa Giusti dopo la richiesta del pubblico ministero Mara Flaiani della Procura della Repubblica dello stesso Tribunale guidata dal procuratore capo Umberto Monti – hanno arrestato sette persone tutte accusate di attività armata di traffico illecito di marijuana nonchè di atti di sciacallaggio. Le manette sono scattate all’alba ad Ascoli, San Benedetto e Martinsicuro (Teramo).

La caserma dei Carabinieri di Ascoli (Foto Vagnoni)

In carcere sono finiti il 46enne G.S., il 53enne M.T.C., il 48enne W.T., il 31enne E.K. e il 55enne M.P. tutti accusati di detenzione illecita di stupefacenti in concorso, aggravata dalla rilevante quantità, di detenzione illecita e porto abusivo di arma comune da sparo in concorso e di furto aggravato in concorso. L’indagine è iniziata il 30 settembre 2017 quando i Carabinieri effettuarono una perquisizione nell’auto a bordo della quale c’erano due incensurati. Vennero trovati 3 chili di marijuana. La successiva perquisizione domiciliare portò i militari dell’Arma a scoprire ben 168 chili sempre di marijuana. I due vennero arrestati anche se tentarono di depistare gli investigatori affermando che si trattata di droga che avevano trovato sulla spiaggia di Porto d’Ascoli. Le indagini sono proseguite fino ad accertare come tutti i soggetti coinvolti fossero legati tra loro da vincoli di parentela o stretta amicizia. Per questo motivo i due colti in flagranza cinque mesi fa sono stati ora raggiunti dietro le sbarre dagli altri cinque compari, quattro dei quali avevano la disponibilità di una pistola illegalmente detenuta.

La caserma dei Carabinieri di San Benedetto (Foto Cicchini)

Nel corso della stessa indagine, i Carabinieri hanno anche scoperto un altro reato. E cioè che due degli indagati nel novembre 2017, violando il divieto di accesso nella “zona rossa” di Arquata del Tronto, avevano rubato grondaie discendenti in rame da alcune abitazioni di Pretare. I Carabinieri, alla fine, hanno avuto in mano le prove schiaccianti che si trattava di un vasto giro di droga che coinvolgeva le province di Ascoli e Teramo, in particolare il capoluogo e la riviera (San Benedetto e Martinsicuro). Luoghi dove le cinque persone – quattro italiani e un albanese – si muovevano con i loro loschi traffici fino a che non si sono ritrovati tutti insieme nel carcere ascolano di Marino del Tronto.

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