Bulletto rinviato a giudizio:
botte e minacce a ragazzino
di Gianluca Ginella
Episodi di bullismo verso un ragazzo più piccolo, ventenne rinviato a giudizio. È accusato di stalking e lesioni a un giovane di origini magrebine che incontrava sul pullman per andare a scuola a Recanati e che all’epoca dei fatti aveva 14 anni. Questa mattina si è svolta l’udienza preliminare davanti al gup Maria Annunziata Nocera del tribunale di Macerata.
«Se provi a dire qualcosa ti ammazzo, ti spezzo le gambe e ammazzo te e la tua famiglia». Sarebbe questa una delle minacce fatte da un 20enne che risiede a Montelupone ad un ragazzino di 14 anni d’origine marocchina e residente pure lui a Montelupone. Minacce ma anche insulti «torna al tuo Paese», e aggressioni: schiaffi, spinte, strattoni.
Questo secondo l’accusa che parla di episodi che sarebbero avvenuti tra ottobre 2015 e il novembre del 2016 a Recanati e Montelupone. A volte sarebbero avvenuti sul pullman che portava i due ragazzi a Recanati, dove entrambi andavano a scuola. «Era stato preso di mira da questo bulletto: insulti, minacce e anche lesioni» dice l’avvocato Francesco Acquaroli, che assiste i genitori del ragazzino, che oggi si sono costituiti parte civile all’udienza preliminare. Le lesioni sono relative ad un episodio che sarebbe avvenuto a Recanati nel novembre del 2016.
Il 20enne aveva incontrato l’altro ragazzino in un bar di Recanati e gli avrebbe dato una spinta violenta scaraventandolo contro un tavolo e causandogli lesioni di 10 giorni. Da qui la contestazione di lesioni personali oltre a quella di stalking. Il ragazzino, continua l’accusa, a causa dei comportamenti del più grande aveva ridotto le uscite di casa, aveva paura di andare a prendere il bus e a scuola si chiudeva nei bagni. Oggi si è svolta l’udienza preliminare: il 20enne, difeso dal legale Sergio Ariozzi, è stato rinviato a giudizio e il processo si aprirà il 5 ottobre.
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