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Ordigno bellico
fatto brillare in mare
al largo di Marotta

FANO - Lo specchio d'acqua intorno al residuato bellico scoperto qualche giorno fa da un peschereccio, era pattugliato dalle motovedette  della Guardia Costiera di Ancona, Pesaro, Fano e Senigallia. Dopo tutte le verifiche, oggi il brillamento ha alzato una fontana d'acqua di 20 metri circa
domenica 15 aprile 2018 - Ore 21:55
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Le operazioni di messa in sicurezza di un ordigno bellico ritrovato nel mare (foto d’archivio)

Al largo davanti a Marotta è stato fatto brillare oggi in mare l’ordigno della seconda Guerra Mondiale rinvenuto nei giorni scorsi da un peschereccio. Lo specchio d’acqua intorno al residuato bellico era stato interdetto alla navigazione e pattugliato dalle motovedette  della Guardia Costiera di Ancona, Pesaro, Fano, Senigallia. Dopo tutte le verifiche per il completo sgombero dell’area marina e lo sparo della cariche di prova, è avvenuto con pieno successo il brillamento, che ha alzato la caratteristica fontana d’acqua di 20 metri circa. Le operazioni sono state condotte dai palombari della Marina Millitare con il supporto di personale mezzi della Guardia costiera. “Era una bomba d’aereo americana da mille libbre contenente circa 270 chilogrammi di esplosivo, praticamente il doppio di quella rinvenuta sul lungomare di Fano” ha detto il comandante del Nucleo Sdai di Ancona, tenente di vascello Marco Cassetta, che ha condotto le operazioni di brillamento avvenute nella stessa zona dove a marzo era bonificato l’altro residuato bellico, dopo avere evacuato 23 mila abitanti dal centro di Fano. Il Nucleo Sdai (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Ancona è stato attivato dalla Prefettura di Pesaro Urbino dopo il ritrovamento dell’ordigno da parte del peschereccio ‘Jamaica’ a circa 5 miglia al largo delle coste, a una profondità di 18 metri, Ci sono voluti due giorni di immersioni per effettuare la ricerca del residuato bellico a causa delle acque torbide. “Tornare nelle acque dove, soltanto tre settimane fa, abbiamo posto fine all’emergenza che si era creata per Fano a seguito del rinvenimento di una bomba d’aereo inglese da 500 libbre – ha osservato Cassetta – ci rende orgogliosi del nostro lavoro che, benché difficile e a volte molto pericoloso, ci permette di aiutare la popolazione a riappropriarsi del mare e delle sue risorse”.

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