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Impianto biogas di Ostra:
più difficile bloccare l’opera,
ma resta compatto il fronte del no

OSTRA - Dopo il ricorso rigettato presentato dal Comune di Trecastelli, più difficile la strada per fermare la realizzazione della struttura nella zona Zipa della cittadina. Ma il Comitato tutela ambiente e salute delle valli del Misa e del Nevola continuerà a dare battaglia. Ieri l'incontro tra una sessantina di cittadini ed amministratori
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L’incontro di ieri contro il biogas al circolo Acli Falco di Casine di Ostra

 

di Marica Montalbano

Resta compatto il fronte del no all’impianto di biogas per lo smaltimento dell’umido ad Ostra, nonostante la frenata imposta dal ricorso rigettato avanzato dal Comune di Trecastelli. Ieri, 15 giugno, è tornato a riunirsi al Circolo Acli Falco di Casine di Ostra, il Comitato tutela ambiente e salute valli del Misa e Nevola. Una sessantina di cittadini e amministratori insieme hanno vagliato le possibili azioni da intraprendere per scongiurare il pericolo dell’edificazione dell’impianto nell’area Zipa, a rischio di esondazione e comunque spesso “visitata” da acqua. Una circostanza che potrebbe rendere rischiosa la presenza di una struttura del genere.
Lo spirito rimane battagliero e fino all’ultimo sarà tentato l’intentabile per impedire che l’impianto venga realizzato proprio lì, anche se Faustino Conigli, primo cittadino di Trecastelli, presente alla serata, reduce dalla sconfitta del ricorso presentato, ha annunciato, sia pure con rammarico, di non voler dare seguito ad alcuna azione legale dato il consistente dispendio economico finora affrontato. Con lui, l’ex sindaco di Osimo Dino Latini, e l’ex sindaco di Ostra e presidente del Comitato, Massimo Olivetti.
Nel corso della serata è stato presentato e discusso il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale in favore del progetto, sul quale sono state sottolineate le perplessità di costruire “su un’area a forte rischio geologico – come è stato messo in evidenza da più parti − soprattutto dopo la tragica alluvione del 2014”. La volontà di non mollare rimane dunque all’interno del Comitato accompagnata però dalla consapevolezza di un percorso intrapreso che pare sempre più difficile da arrestare.

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