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Torna il teatro antico
ad Ancona con le Medee

CULTURA – La rassegna Tau ritorna nel capoluogo dopo aver lasciato l'anfiteatro romano di via Birarelli. Sarà il Museo archeologico di Palazzo Ferretti ad ospitare martedì 10 luglio la rivisitazione dei classici greci. Spettacolo anticipato dalla visita a cura della direttrice Frapiccini
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Ancona torna ad ospitare il teatro antico, appuntamento martedì 10 luglio nella terrazza di Palazzo Ferretti, sede del Museo archeologico nazionale delle Marche. Dopo anni di assenza, abbandonata l’atmosferica scenografia dell’anfiteatro romano di via Birarelli, la rassegna Teatri Antichi Uniti torna a fare tappa nel capoluogo con Medee, drammaturgia e regia di Matteo Tarasco, preceduto alle 19.30 dalla “visita al Sarcofago con il mito di Medea” a cura di Nicoletta Frapiccini, direttrice del Museo Archeologico Nazionale delle Marche. “Medee – afferma Matteo Tarasco – è il risultato di una residenza creativa presso il Teatro dei Calanchi a Pisticci, in Basilicata. Abbiamo immaginato di costruire qui un teatro con la paglia, usando la collina e le mammelle di argilla dei Calanchi come palcoscenico naturale, con le sue asperità. Una piccola valletta, chiusa e protetta dalla civiltà, dai suoi suoni, le sue luci e i suoi rumori, è diventata la platea, che ogni anno noi creiamo con la paglia, cioè con tutti elementi basici della terra, che ci offre il territorio. Abbiamo scelto di raccontare il mito di Medea con il testo Medee, una drammaturgia desunta da Apollonio Rodio Argonautiche, Seneca Medea, Ovidio Eroidi, Franz Grillparzer Il Vello d’oro, Heiner Muller Materiali per Medea, Christa Wolf Medea voci. Riteniamo che il ritorno alla Grecia – come dicono alcuni psicanalisti – per noi esseri umani dell’occidente del terzo millennio sia fondamentale perché la Grecia rappresenta la nostra radice inalienabile. Il nostro compito di teatranti, di esseri umani e di cittadini è quello di ricordare da dove veniamo, curare le radici al fine di avere un futuro più florido. Mettere in scena Medee significa essere appassionati e folli, significa ricordare che le parole bruciano, che le parole si fanno carne mentre noi parliamo e quindi anche parlare, anche raccontare una storia, è un gesto fisico e corporale. Oggi sembra che la lingua abbia perduto la sua Physis, la lingua oggi non è più del cuore, come diceva Paracelso, ma della mente, di Nuos. Per questo è necessario fare teatro oggi, ovunque e comunque, per non far soccombere la parola nelle paralizzanti spire dell’ossessione comunicativa, per non stritolare la parola nell’angoscia semantica della comunicazione che molto dice e poco esprime. Fare teatro oggi ci ricorda che il valore della parola si riconosce nel silenzio dell’ascolto”. 
In scena – nello spettacolo prodotto da Teatro dei Calanchi – ci sono le attrici Martina Cassenti, Federica D’Angelo, Serena Ferraiuolo, Annamaria Ghirardelli, Alice Giroldini, Diletta Masetti, Maddalena Serrator

Informazioni e biglietti (posto unico 10 euro): AMAT 0712072439, Casa Musicale Ancona 071202588, on line su www.vivaticket.it. La sera dello spettacolo dalle 20.30 presso il Museo 334 6634432. Inizio spettacolo ore 21.30. La visita delle 19.30 è a ingresso gratuito.

 

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