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Quintetto Bosso & Guidi alla Mole
«Il nostro jazz è il come, non il cosa»

INTERVISTA – Venerdì i nomi di spicco del jazz italiano saliranno sul palco della Mole, con loro tre giovani talenti della scena newyorchese. A confronto due mondi e due vite diverse. «Importante arrivare al pubblico, ma soprattutto come entreremo in sintonia tra noi e con gli altri musicisti della band»
lunedì 9 luglio 2018 - Ore 19:14
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Fabrizio Bosso e Giovanni Guidi

 

di Agnese Carnevali

“Not a what”. Non il cosa, ma il come. Uno spunto prestato dal pianista Bill Evans, che definiva il jazz “not a what, it is a how”. Un manifesto fatto proprio da Giovanni Guidi e Fabrizio Bosso, due nomi di punta del jazz italiano, con due parabole diverse. Giovanni pianista per anni alla corte di Enrico Rava, Fabrizio un po’ per suo conto è arrivato ai massimi vertici a livello mondiale del suo strumento, la tromba. I due si sono incontrati durante la scorsa estate ad Umbria Jazz, dove hanno diviso il palco, e hanno trovato un punto di contatto dando vita ad un nuovo quintetto. A completare la sessione ritmica, tre nomi giovani talenti della scena newyorchese: Aaron Burnett, sax tenore, Dezron Douglas al contrabbasso e Joe Dyson, tra i più richiesti batteristi oggi in circolazione.

In che modo vi siete fatti ispirare dalla citazione di Bill Evans?

Guidi: Lo spunto è quello. Apparentemente perché io e Fabrizio veniamo da due mondi molto diversi e quindi moltissimi si chiederanno il perché di questa collaborazione. Ma la verità è che nel jazz il risultato e la sostanza dipendono dal ‘come’ si fa. E credo che io e Fabrizio sul come abbiamo moltissime cose in comune.

Bosso: L’intuizione del titolo è stata di Giovanni, ma penso e condivido l’idea che non sarà importante tanto quello che suoneremo, quanto, appunto, quello che accadrà sul palco, come entreremo in sintonia tra noi e con gli altri musicisti della band. Grazie a questa commistione possiamo metterci in gioco e generare un suono nuovo.

Un eclettico enfant prodige della tromba e uno dei talenti emergenti del piano, cosa vi ha spinto verso questo genere?

Guidi: Il jazz è una musica che ho ascoltato fin da quando ero piccolo poiché mio padre oltre ad essere un grande appassionato, ha poi fatto di questa passione anche il suo lavoro. Sono sempre stato sicuro che sarei diventato un musicista nella vita ed anche un jazzista interessato più al come che al perché.

Bosso: Con il jazz ci sono cresciuto. A casa mia sia ascoltavano soprattutto i grandi cantautori, come Gino Paoli e Luigi Tenco, e tanto jazz delle big band, da John Coltrane a Charlie Parker. Mi sono legato a questo genere in modo naturale, mi entrato dentro, ed è quello in cui mi riconosco.

Il jazz spesso è considerata una musica di nicchia. Per voi può arrivare al grande pubblico o non è comunque questo l’obiettivo?

Bosso: Penso che questa contrapposizione tra musica classica/di nicchia, in cui veniva inglobato anche il jazz, e musica leggera sia stata sdoganata recentemente. Anche noi musicisti abbiamo notato sempre più giovani appassionarsi al jazz e venire ai concerti, grazie anche alle cattedre al Conservatorio. Il fatto, poi, che sia stata riconosciuta a livello statale ha sicuramente coinvolto più i giovani e più scettici.
Per quanto riguarda il fatto se non tutta la musica debba arrivare o meno a molti non saprei dire in generale ma per quel che mi riguarda, mi pongo sempre il problema di arrivare al pubblico, al mio pubblico, perché suono per loro, per mandare un messaggio. Se non arrivo al pubblico che mi ascolta per me è una sconfitta. Allo stesso tempo è anche nella natura del jazz esprimersi in un contesto più intimo, se vogliamo, non avrebbe senso con 50 mila persone

Inizio concerto ore 21,30. Fabrizio Bosso, tromba; Aaron Burnett, sax tenore; Giovanni Guidi, pianoforte; Dezron Douglas, contrabbasso; Joe Dyson, batteria

Posto unico numerato 18 euro / ridotto 15 euro.

Ad ogni biglietto va aggiunto il diritto di prevendita di 1,50 euro

Riduzione: giovani fino a 26 anni, soci MJN, soci ARCI, soci COOP, soci FAI

In caso di maltempo: Teatro Sperimentale, via Redipuglia

Biglietteria aperta dalle ore 20,00

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