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Nuovo Inrca, riparte il cantiere
dopo l’ennesimo stop
arrivato a dicembre

ANCONA – Lo fa sapere il governatore Luca Ceriscioli durante il convegno per ricordare il fondatore dell'Istituto, Aurelio Paolinelli. Poco meno di tre mesi fa, la Cmc Ravenna, capofila del consorzio incaricato dei lavori, aveva presentato domanda, poi accettata dal Tribunale di Rimini, per accedere al concordato preventivo.
mercoledì 27 Febbraio 2019 - Ore 21:55
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Il plastico del nuovo ospedale Inrca-ospedale di rete dell’Aspio di Camerano

 

Una storia infinita quella del cantiere per la costruzione del nuovo Inrca, fatta di bruschi stop e timide ripartenze. L’ultima, proprio di questa mattina (27 febbraio), quando si sono rimessi in moto i lavori fermi dallo scorso dicembre. A farlo sapere è stato il governatore Luca Ceriscioli durante il convegno per ricordare il fondatore dell’Istituto, Aurelio Paolinelli.
Il cantiere era stato messo in stand by per l’ennesima volta poco meno di tre mesi fa, quando la ditta capofila del consorzio incaricato dei lavori, la Cmc Ravenna, aveva presentato domanda, poi accettata dal Tribunale di Rimini, per accedere al concordato preventivo. Nelle stime di palazzo Raffaello, i lavori per la realizzazione del nuovo ospedale dovrebbero terminare a metà 2020 – anche se le infinite impasse rendono ormai difficile fare previsioni credibili – con un investimento di circa 70 milioni di euro per 250 posti letto (in grado di ospitare dai 13 ai 14 mila ricoveri all’anno), sei sale operatorie, 30 ambulatori, un pronto soccorso con area OBI, servizi di diagnostica e aree per la ricerca scientifica. Un totale di circa 60.000 mq di superficie, oltre agli spazi esterni per i parcheggi e per l’atterraggio dell’elisoccorso.
La storia del nuovo Inrca è costellata delle sventure legali, economiche e finanziarie che hanno colpito le quattro ditte avvicendatesi dal 2012 ad oggi. La prima contestazione del 2012 si è tradotta con il passaggio di consegne dalla Gdm Costruzioni di Peschiera Borromeo alla Cesi cooperativa di Imola. Impresa, quest’ultima, che ha dovuto però rescindere il contratto a seguito della sua messa in liquidazione coatta amministrativa. È quindi subentra la Matarrese Spa, terza classificata nella gara, ma una sentenza del Consiglio di Stato del 2016 ha poi stabilito che i lavori venissero affidati al consorzio guidato dalla Cmc Ravenna, dopo il ricorso fatto dalla società romagnola che lamentava errori nei punteggi assegnati nella gara. Un ulteriore intoppo è emerso dopo alcune indagini effettuate ad agosto del 2017. I sondaggi hanno evidenziato problematiche e vizi di realizzazione in corrispondenza della parte sommitale dei pali costituenti la paratia di valle e, dopo un tempo tecnico per individuare la soluzione migliore da adottare, solo ad aprile 2018 la Regione ha approvato il progetto esecutivo dei lavori relativi al ripristino della paratia.

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