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Fabriano dalla storia al futuro:
«L’industria è nel nostro dna»
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CITTA' CREATIVA - Inaugurata la mostra dedicata alla storia artigianale e industriale del distretto a cura di Confindustria Marche Nord. La presidente del raggruppamento imprese fabrianesi Federica Capriotti: «Non potevamo mancare alla conferenza annuale Unesco»
venerdì 7 Giugno 2019 - Ore 12:27
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L'inaugurazione della mostra

Il taglio del nastro

di Gabriele Censi

Acqua, fuoco, terra, aria. Sono i quattro elementi della natura con in più la parola futuro che caratterizzano la inedita mostra “Fabriano Industry Elements” inaugurata ieri sera nella sede di Ubi Banca della città cartiera, dedicata a 800 anni di storia manufatturiera del territorio. L’evento che valorizza la creatività industriale del distretto è stato promosso da Confindustria Marche Nord e ideato da Alessandro Carlorosi.  Al taglio del nastro la presidente del raggruppamento di imprese del Fabrianese Federica Capriotti, il presidente del consiglio territoriale di Ancona di Confindustria Marche Nord Pierluigi Bocchini, il presidente del Comitato Piccola Industria Marche Diego Mingarelli, l’assessore  comunale alle Attività produttive Barbara Pagnoncelli e Vittorio Salmoni in rappresentanza di “Fabriano Città Creativa Unesco” di cui è ambasciatrice Maria Francesca Merloni.

Federica Capriotti

Il saluto di benvenuto di Federica Capriotti ha sottolineato la collaborazione di tutti: «Confindustria non poteva non essere presente alla conferenza annuale Unesco. Dal 1200 Fabriano è stata sempre una città industriale, ce l’ha nel dna, tutte le aziende del territorio, e non solo, con tante associazioni hanno aiutato a completare questa mostra che parte dal passato, tocca il presente e guarda al futuro».  Orgoglio per Diego Mingarelli: «L’identità del nostro territorio è intimamente connessa alla nostra vocazione artigianale e industriale, con parole d’ordine come rischio, idee e lavoro. Da qui ripartiamo verso un nuovo umanesimo delle imprese e delle persone».

Pierluigi Bocchini, Diego Mingarelli e Federica Capriotti

«Ci ritroviamo tutti insieme a celebrare la nostra storia – ha detto Pierluigi Bocchini -, un momento di identità per 900 imprese e 50mila addetti  della nostra organizzazione, ripartiamo da Fabriano».  «Fin dal 1200 Fabriano ha avuto sempre opifici, arti e corporazioni. Il saper fare dei fabrianesi sta nel loro dna. Una produzione molto particolare sempre accompagnata dagli elementi della natura – spiega l’allestimento Alessandro Carlorosi –  ad acqua, terra, aria e fuoco abbiamo aggiunto la sezione dedicata al futuro con le giovani generazioni a reinventare la città di domani».  

Alessandro Carlorosi

Fabbri, cartai, lanaioli, guarnellai, tintori, conciatori, calzolai, sellari, bastari, sarti, cappellai, ceramisti, vasai e fabbricanti di coppi. Poi le fabbriche dal 1600, del salnitro, della polvere da sparo, degli utensili in rame, del gesso, del cremor tartaro, di garavella, di sebo, di pasta, di liquori, di carte da gioco, fino alle cartiere e alle industrie metalmeccaniche del ‘900. Una esposizione che trova la sintesi nello stemma della città con il fabbro Mastro Marino e vuole valorizzare la creatività industriale del distretto attraverso le sezioni dedicate ai quattro elementi e l’attenzione alle giovani generazioni con l’obiettivo di dare consapevolezza, stimolare e coinvolgere il tessuto locale, esportare il made in Italy e la cultura produttiva frabianese nel mondo.

 

 

 

 

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