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Primo consiglio comunale:
applausi per Pugnaloni, Latini assente
Rinviata l’elezione del presidente

OSIMO - Si è insediato ieri sera il parlamentino cittadino ma è stata fumata nera nelle due votazioni per l'elezione della seconda carica istituzionale del Comune. In corsa il democrat Giorgio Campanari che nella prossima seduta avrà bisogno solo dei voti di maggioranza. Il sindaco ha prestato giuramento e promesso ascolto ai progetti delle opposizioni per garantire pacificazione nei prossimi 5 anni di mandato
mercoledì 26 Giugno 2019 - Ore 10:48
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Il sindaco Simone Pugnaloni parla all’aula dopo il giuramento

 

Fumata nera per l’elezione del presidente, del vicepresidente del Consiglio comunale di Osimo. Nel corso della seduta di insediamento del nuovo parlamentino cittadino la candidatura di Giorgio Campanari (Pd) non ha ottenuto la maggioranza qualificata, pari al consenso dei 2 terzi dei votanti. Ieri sera in aula erano solo 24 per l’assenza di Dino Latini, candidato sindaco e leader delle liste civiche, ma servivano 17 voti a prescindere dalle presenze e nessuno dei consiglieri di minoranza, nonostante gli appelli partiti dai banchi di maggioranza, ha sostenuto la candidatura democrat per questioni politiche, non certo personali. Il sindaco Simone Pugnaloni può contare sul sostegno consiliare di 16 consiglieri ma per fair play istituzionale Campanari in tutte e due le votazioni previste dallo Statuto comunale si è astenuto insieme ai consiglieri di minoranza David Monticelli (M5S), Achille Ginnetti (Progetto Osimo) e Alberto Maria Alessandrini (Lega), mentre i 5 consiglieri dei movimenti civici hanno espresso voto contrario. L’elezioni del presidente del consiglio e del suo vice, carica destinata alla minoranza, è quindi stata rinviata alla prossima seduta da convocare entro 7 giorni, quando basterà la maggioranza semplice (13 voti).

I banchi di maggioranza

Sull’elezione di Campanari il consigliere dem Diego Gallina Fiorini ma anche Marco Balestrieri (Energia Nuova) avevano auspicato la più ampia convergenza possibile.«Il ruolo di presidente del Consiglio comunale dovrà essere super partes e crediamo che Giorgio posso interpretarlo nel migliore dei modi. – ha puntualizzato Gallina Fiorini in particolare – Votando tutti insieme daremmo un segnale di distensione alla città. La maggioranza sosterrà con la stessa compattezza il ruolo del vice presidente proposta dalla minoranza». Un appello caduto però nel vuoto. La consigliera Monica Bordoni (Liste civiche ) ha spiegato che il suo gruppo sarebbe rimasto fedele «alla pratica spoil system» e non avrebbe accettato incarichi, il collega di gruppo Stefano Simoncini ha aggiunto di aver «appreso della candidatura di Campanari dai quotidiani» e non da una riunione che la maggioranza avrebbe dovuto convocare per condividerla con l’opposizione.

I banchi di minoranza

Anche Achille Ginnetti si è sfilato chiarendo di considerare il candidato come una persona ineccepibile come figura di garanzia,«ma non è possibile non ricordare un impegno che il sindaco Pugnaloni aveva preso, nell’ottica di pacificazione di assegnare questa carica a un esponente della minoranza. Io non ricordavo per primo che esisteva una norma che lo impediva ma se fosse voluto si poteva proseguire in questo intento». Alberto Maria Alessandrini ha invece ricordato come la Lega sia «antitetica dalla maggioranza» condividendo le parole di Ginnetti.  David Monticelli infine si è astenuto spiegando di non eccepire nulla sulla candidatura ma di farlo «come riconoscimento per gli osimani che hanno votato il M5S e che hanno fatto una scelta di coerenza e impegno civico. Noi non chiediamo favori e non li facciamo».

Simone Pugnaloni ha tentato di ribadire che «astenersi significa votare contro» ma le opposizioni non hanno voluto sentire ragione. La prima e la seconda votazione, intervallate da 10 minuti di sospensione della seduta per tentare una mediazione per un voto comune, si sono concluse con un nulla di fatto: 15 sì (la maggioranza), 5 no (Liste civiche) e 4 astensioni (Alessandrini, Monticelli, Ginnetti e Campanari). «È stato per me un onore presiedere il Consiglio Comunale di Osimo, che si è ufficialmente insediato ieri sera. Ho augurato buon lavoro ai colleghi consiglieri, al sindaco e alla Giunta per questo nuovo mandato amministrativo che abbiamo di fronte e ringraziato i numerosi cittadini che, con la loro presenza, hanno dimostrato fiducia e interesse per questo organo molto importante nella vita politica della città» ha commentato Giorgio Campanari, in pectore già presidente del Consiglio anche se dovrà attendere la formalizzazione del voto al prossimo consiglio comunale.

Giorgio Campanari (al centro) con il sindaco Pugnaloni ed il segretario comunale Giulioni. Campanari ieri ha presieduto comunque il primo consiglio comunale come consigliere anziano, quello che ha ottenuto la cifra di preferenze più alte nell’ultima competizione elettorale tra gli eletti

In apertura di seduta si è proceduto alle surroghe dei consiglieri dimissionari. Gli eletti nominati in Giunta erano già stati sostituiti. A Fabio Marchetti è subentrato Filippo Invernizzi (sostituzione approvata con 13 voti favorevoli e 7 astenuti in minoranza); Laura Cionco è stata sostituita con Renata Maggiori (favorevoli 14 astenuti 7); Jacopo Angeletti con Daniele Vignoni (favorevoli 15 astenuti 7); Cristiana Foglia con Giorgio Maria Brandoni (favorevoli 16 astenuti 7). Alla fine la composizione del nuovo consiglio comunale è stata approvata con ampia adesione ed i 22 voti favorevoli della maggioranza, delle Liste civiche e della Lega e le 2 astensioni dei consiglieri Ginnetti e Monticelli.

Il sindaco Simone Pugnaloni ha prestato giuramento in fascia tricolore alle 22.50 di ieri tra gli applausi. «La politica divide ma unisce anche a prescindere da quello che ci siamo detto qualche minuto fa. – ha scandito nel suo discorso il primo cittadino di Osimo al suo secondo mandato – Va portato rispetto agli elettori che hanno votato Dino Latini e agli altri candidati sindaci. Da oggi quindi parte un cammino in continuità con il passato ma aperto ad alcuni valori che saranno donati dalle minoranze. Ogni volta che si parlerà di bilancio, Prg e società partecipate chiederò di convocare le commissioni perchè dobbiamo vivere insieme queste esperienze e far tornare ai la voglia di andare a votare. E vero che una metà della città non è andata al voto due settimane fa, ma se nel 2014 votarono il 51% degli aventi diritto, stavolta ha votato il 55%. E’ mio dovere e della giunta dare un futuro alla quarta città della provincia di Ancona. Se tutti ci aiuterete con proposte a valorizzare la nostra identità, noi saremo aperti ad ascoltare. Certo, sarebbe stato un bel gesto eleggere il presidente fin da stasera (ieri per chi legge, ndr). Nei prossimi giorni ad alcuni di voi proporrò di entrare nelle società partecipate». Simone Pugnaloni ha poi stretto una sorta di patto con la città: «Se la sera della mia elezione al ballottaggio sono uscite parole un po’ importanti da parte mia, consideratele uno sfogo, Oggi questo clima è già cambiato. Ci sarà la massima apertura a tutte le forze politiche della nostra città».

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