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Fa scuola il messaggio di Francesco,
primo santo ecologista:
«Sorella acqua va custodita»

ANCONA - Una citazione del patrono d'Italia che, secondo la tradizione, 800 anni fa è partito dal porto del capoluogo per andare in Terra Santa ha aperto il partecipato convegno organizzato dall’Arcidiocesi Ancona-Osimo in collaborazione con Univpm. Più ricerca scientifica, nuovi impulsi alle tecnologie per salvare il mare. Il rettore Longhi: «Stiamo coordinando il più grande progetto di restauro di ambienti marini nel mondo»
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L’intervento di Roberto Danovaro

di Giampaolo Milzi (Foto Giusy Marinelli)

Esattamente 800 anni fa, secondo la tradizione, San Francesco partiva dal porto di Ancona per portare un messaggio di pace in Terrasanta, navigando per quel Mediterraneo, mare chiuso – dove circola il 20% dei traffici mondiale di merci – che forse più degli altri soffre per l’inquinamento e le gravi conseguenze che ne derivano per l’uomo.
Non poteva che aprirsi con una citazione di San Francesco, “il primo santo ecologista”, evocato da tutti gli intervenuti, e con un richiamo all’enciclica del 2015 di Papa Francesco, così impregnata di ambientalismo, il convegno “L’acqua è vita: custodiamo il nostro mare”, organizzato dall’Arcidiocesi Ancona-Osimo in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche.

La platea gremita

Straripante di studenti, stamattina, l’aula Magna dell’ateneo di Ancona, dove i relatori hanno fatto da un lato un’analisi spietata della situazione drammatica in cui versano i mari del pianeta – a causa di varie fonti di inquinamento, cambiamenti climatici, uso dissennato delle risorse, mancanza di adeguata tutela dell’ecosistema – e abbozzando alcune strategie possibili, imperative per invertire la rotta in direzione di una economia marittima eco-sostenibile. Per l’arcivescovo mons. Angelo Spina «l’acqua è sorella dell’uomo», come declamava il patrono d’Italia nel suo “Cantico delle creature”, che andrebbe fortemente attualizzato. Acqua come bene comune, di tutti, da custodire, appunto. E bisogna accelerare in questa azione di custodia e protezione perché entro 11 anni il processo di ammaloramento del mare potrebbe diventare irreversibile. Una sorta di miracolo laico, in questo senso, è possibile oltre che obbligato. Soprattutto se – grazie allo sviluppo della ricerca tecnologica e della sensibilizzazione di tutti a nuove pratiche dal “pollice blu” – saranno coinvolte le nuove generazioni, giovani e studenti, in particolare universitari. Un mezzo miracolo, del resto – ma bastava avere la felice idea – è stato il riuscitissimo esperimento attuato, primo e unico in Italia, dalla marineria di San Benedetto del Tronto, ricordato da Rodolfo Giampieri, presidente ad Ancona dell’Autorità di Sistema Portuale in Adriatico, e dall’ufficiale della Capitaneria di Porto di Ancona, Piccioni.

Il rettore Sauro Longhi con Monsignor Angelo Spina

Circa 40 pescherecci in 6 settimane hanno raccolto ben 6 tonnellate di rifiuti plastici (tra i più inquinanti). «Il tutto trasportato poi in isole ecologiche sulla terraferma e quindi smaltito all’impianto Picenambiente, il 22% riciclato –  ha spiegato Giampieri – Pensate che risultato potremmo ottenere se tutte le 10.500 imbarcazioni da pesca operative in Italia ripetessero l’esperienza di San Benedetto – ha aggiunto Piccioni. Giampieri – Sì, quell’esperienza la ripeteremo a Pesaro e a Pescara, ad Ancona forse la prossima primavera».
La regione Marche, coi suoi 170 km di costa, è tra quelle più “attenzionate” dalle istituzioni. Ancora Piccioni: «La Guardia costiera sta svolgendo e deve svolgere un grande lavoro di controllo per un regolare e sempre migliore funzionamento dei depuratori e per la corretta operatività delle 21 piattaforme di estrazione di idrocarburi presenti al largo». Controlli, e ricerca. «In collaborazione con molte università stiamo per definire un piano per una gestione ecosostenibile delle attività ricettive e per la protezione dei litorali. – ha detto la funzionaria dell’ente Regione, Stefania Tibaldi – Tra gli obiettivi del piano del massimo ente locale l’arresto dell’antropizzazione delle coste, che ha raggiunto livelli altissimi, un esatto monitoraggio del livello di peggioramento della qualità delle acque, un miglioramento della gestione di quelle reflue e piovane». Già, perché, come ha evidenziato Anna Laura Eusebi, del Dipartimento di Scienze e Ingegneria dell’Ambiente dell’Univpm «il 37% dell’acqua dolce a nostra disposizione, specie quella piovana, che contiene risorse come azoto e metano, può essere recuperata evitando sprechi e migliorando le condotte idriche, e quelle risorse possono essere riciclate». Il rettore dell’Univpm, Sauro Longhi ha ricordato come l’ateneo sia da anni all’avanguardia proprio nella eco ricerca per un nuovo modello di sviluppo: «Stiamo coordinando il più grande progetto di restauro di ambienti marini nel mondo, e abbiamo lanciato il progetto campagna “Univpm sotenibile, che bandisce, tra l’altro, l’uso di contenitori e stoviglie di plastica in tutti i bar e le aree di ristoro delle facoltà. Con il progetto “Univpm Sostenibile”, la Politecnica delle Marche dà un importante segnale pratico a conferma del ruolo che da anni la vede in prima linea nella ricerca scientifica sull’impatto delle microplastiche negli oceani. Merito soprattutto del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente, che ha coordinato le attività di monitoraggio dell’importante progetto europeo “Jpioceans”: confermati i livelli impressionanti di microplastiche negli oceani e l’elevata frequenza con cui queste particelle si ritrovano nelle comuni specie marine.
Tra gli interventi, oltre a quello di Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio, da ricordare soprattutto quelli di Roberto Danovaro, ecologo marino, docente al Dipartimento di Scienze della vita e dell’Ambiente all’Univpm, di Francesco Lalli dell’Ispra, di Fausto Marincioni (stesso dipartimento di Danovaro) su “Il respiro del mare: onde e correnti”, di Antonio Molinari e Pierluigi Malavasi, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Per le municipalità erano presenti Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia e presidente dell’Anci, e Susanna Dini, presidente del Consiglio comunale di Ancona, che ha ricordato l’ordinanza sindacale che nella scorsa estate ha vietato l’uso di materiali plastici (posate, bicchieri, piatti) per ristorazione lungo tutti i 20 km di costa del capoluogo marchigiano, area portuale compresa.

 

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