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Il Coronavirus preoccupa gli anconetani:
calo di clienti nelle attività cinesi

PSICOSI - «Si lavora ma di meno, in particolar modo con gli anziani» ammettono i commercianti orientali sottolineando che da loro non c'è però alcun timore di contrarre l'infezione e invitano a stare tranquilli
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Il coronavirus crea preoccupazione anche tra gli anconetani

 

«E’ vero, con la psicosi del coronavirus i clienti continuano a venire ma abbiamo notato un calo proprio in concomitanza con l’annuncio del virus da parte dei media. La gente è preoccupata, ed è normale perché non si tratta di uno scherzo. Spero però che tutto questo finisca presto, non solo per le ripercussioni sulle nostre attività ma per la tranquillità e la serenità di tutti e, soprattutto, perché non ci siano altri morti».

Il quartiere Piano di Ancona

A parlare è il titolare di un noto e storico ristorante cinese di Ancona. «C’è poi da aggiungere – spiega – che molti di noi, come me, sono in Italia da decenni e in Cina hanno lasciato solo vecchi amici perché la famiglia si trova interamente qui in città da anni ed anni, e ha figli ormai grandi e maggiorenni che sono nati ad Ancona. Io poi, ad esempio, ormai mi sento anconetano e i miei figli hanno la mente e cultura italiana e anconetana. Di cinese, hanno solo i lineamenti».
Le notizie dalla Cina vengono comunque seguite non solo perché si tratta di un’emergenza mondiale «ma perché riguarda il mio Paese: la Cina – prosegue -. Mi collego alle emittenti televisive cinesi e mi tengo aggiornato. Mi pare invece assurdo – commenta – quanto accaduto a Roma. Ciò che voglio rimarcare però – conclude – è che nelle nostre attività non c’è nessun pericolo di contagio. E’ una assurdità pensarlo. La gente non deve aver timore e trasformare questo allarme virus in una psicosi collettiva».

In calo sono anche i clienti dei negozi cinesi «ma riguarda solo la popolazione anziana – spiega la titolare di uno shop al Piano -. Sono loro che da qualche giorno hanno smesso di venire. Posso dire che li capisco anche perché hanno una diversa mentalità rispetto a quella dei più giovani. Non è così infatti per i ragazzi – continua – che invece vengono normalmente. Per me – aggiunge la signora, anche lei in Italia da decenni e con figli nati ad Ancona – c’è una paura eccessiva. Io non ho alcun timore e mi sento sicura anche perché non c’è il coronavirus ad Ancona e la Cina è davvero lontana. Inoltre – dice – questo virus non si prende semplicemente entrando in un negozio o un ristorante cinese. Il virus non si trova dentro le nostre attività. Colpisce inoltre chi ha difese immunitarie basse. Quello che mi sento di dire – conclude ironizzando – è: ‘Venite tranquillamente, perché stiamo tutti bene’». Dunque, il coronavirus sembra proprio abbia influito sulle vendite dei negozi e sulla frequentazione dei ristoranti cinesi. Il calo, seppur leggero, ha comunque il suo peso. L’invito di quanti hanno un’attività orientale è però quello di non ‘ingigantire’ la vicenda pensando che, per prendere il coronavirus, basti semplicemente entrare in una loro attività soprattutto perché, alcuni di loro, si sentono ormai anconetani a tutti gli effetti.

Al. Big.

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