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I genitori dell’arbitro
sul luogo della tragedia:
«Non voleva buttarsi sotto al treno»

DRAMMA - Antonio Martiniello ieri è morto travolto da un convoglio a Porto Potenza, era scappato da casa quando ha visto arrivare i carabinieri che dovevano notificargli l'aggravamento della misura cautelare per stalking. I familiari oggi sono andati sui binari e il traffico ferroviario è stato sospeso. Il legale: «E' necessario ricostruire cosa sia accaduto, acquisiremo le immagini della videosorveglianza della zona»
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Soccorsi sul luogo della tragedia

 

di Laura Boccanera

Morte dell’arbitro Antonio Martiniello, i familiari tornano sul luogo dell’incidente. All’ospedale di Civitanova verrà effettuata l’autopsia sul corpo del 31enne campano residente a Porto Potenza che ieri pomeriggio attorno alle 15,45 è morto sotto un treno in transito di fronte allo chalet Lo Scoglio. Martiniello, era stato raggiunto da un Daspo per aver colpito con una testata un calciatore e dal 14 febbraio era ai domiciliari per una denuncia di stalking.

Il padre di Antonio Martiniello, Mauro Martiniello al microfono di Studio Aperto

Dopo lo choc per la scomparsa del giovane arbitro, scappato quando i carabinieri lo hanno raggiunto sotto casa per notificargli un inasprimento della misura, oggi è il giorno delle ricostruzioni. I familiari rigettano l’ipotesi di un suicidio, secondo loro si è trattato di un incidente mentre tentava di scappare. Martiniello si trovava infatti agli arresti domiciliari e i carabinieri ieri lo avevano raggiunto per portarlo in carcere perché il giudice aveva deciso di inasprire la misura. Questa mattina i familiari sono tornati sul luogo dell’incidente e hanno rilasciato anche un’intervista alle telecamere di Studio Aperto. La loro presenza in prossimità del binario ha provocato da parte delle ferrovie la sospensione del traffico lungo la tratta tra le 9,30 e le 10,30. Il padre Mauro e la madre dell’arbitro, Lucia, vogliono vederci chiaro e rigettano del tutto l’ipotesi di un atto volontario e hanno chiesto all’avvocato di ricostruire con chiarezza la dinamica di quanto accaduto.

Antonio Martiniello

«Non possiamo escludere un suicidio, ma i familiari credono che Antonio stesse semplicemente scappando in una folle corsa – spiega l’avvocato Gabriele Galeazzi – ha portato con sé i documenti e le carte di credito, non sembra l’atteggiamento di chi si vuole uccidere. Io stesso ieri ho provato a chiamarlo più volte, poi non riuscendo a contattarlo ci siamo preoccupati. La mamma ha anche trovato un biglietto, ma non sembrerebbe la lettera di chi ha deciso di togliersi la vita, piuttosto spiega ai genitori perché un paio di giorni prima li aveva cacciati di casa e non riusciva più a sopportare la convivenza con loro, non ha l’aria di un biglietto di addio. Ora bisognerà ricostruire cosa è successo prima dell’investimento. Secondo quanto racconta la vicina Antonio è saltato dal balcone ed è scappato. Ora chiederemo anche l’acquisizione delle immagini di videosorveglianza della zona per verificare se fosse inseguito».

L’avvocato Gabriele Galeazzi

Una versione che non coincide con quella delle forze dell’ordine operanti sul posto che avrebbero appreso della morte di un giovane sui binari mentre si trovavano ancora in via Pergolesi con i vigili del fuoco per accedere nell’appartamento. La salma del 31enne è stata portata poi all’ospedale di Civitanova dove questa mattina doveva svolgersi l’autopsia, poi rinviata per mancanza del personale della Polfer.

 

 

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