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Whirlpool: stop alla produzione
nello stabilmento di Napoli,
a Fabriano contrazione di volumi

ECONOMIA - Si è svolto oggi in video conferenza al Mise un nuovo confronto tra azienda e parti sindacali. Fiom insoddisfatta minaccia nuove mobilitazioni
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«Il tavolo di oggi sulla vertenza Whirlpool alla presenza del ministro Patuanelli e dell’amministratore delegato La Morgia è stato insoddisfacente e fuorviante». Barbara Tibaldi (Fiom-Cgil) commenta così gli esiti dell’incontro convocato  stamattina  in video conferenza al Mise e annuncia nuove azioni di mobilitazione. A prescindere dall’emergenza sanitaria del Covid, la produzione nel sito Whirlpool di Napoli si fermerà il prossimo 31 ottobre come annunciato da tempo. La data è stata riconfermata dall’azienda al tavolo ministeriale. «Quando il ministro Patuanelli parla di un impegno diretto del Governo a trovare una soluzione, che ha definito simbolica, deve intendere che la politica dimostra di avere una interlocuzione autorevole con le multinazionali in grado di trovare gli strumenti necessari per farle restare nel nostro Paese. Il governo non è una banca, non deve distribuire denaro in assenza di politiche industriali. Perseguire la strada di reindustrializzazioni con soggetti industriali improvvisati, come è spesso avvenuto in passato, come nel caso Embraco, dovrebbe essere di lezione per tutti, in primis per il governo e Invitalia». Secondo la sigla sindacale, la sfida sul tavolo in una fase di ripresa dei volumi del settore dell’elettrodomestico è «che una multinazionale importante come Whirlpool rafforzi le produzioni nel nostro Paese in tutti gli stabilimenti anziché delocalizzare come sta già facendo. Questo vale per l’elettrodomestico, per la siderurgia, per l’automotive e per tutti i settori strategici, diversamente sarà perfettamente inutile parlare di Stati Generali». Martedì prossimo 7 luglio si svolgerà il coordinamento dei delegati Fim, Fiom, Uilm di tutto il gruppo che avrà il compito anche di definire le iniziative da intraprendere da qui al prossimo tavolo che è stato programmato per il 31 luglio. I riflessi della vertenza si allungano inevitabilmente anche sugli altri siti italiani della multinazionale. «Per quello di Melano, a Fabriano, è stata dichiarata una previsione di contrazione di volumi del 10% ( 2020 su 2019) ma la discussione sui volumi dei siti ed investimenti è rinviata a dopo il 23 luglio, giorno in cui usciranno i dati della semestrale di bilancio. – sottolinea Piepaolo Pullini, responsabile della Fiom Ancona – La Fiom ha posto anche il problema della riorganizzazione degli enti centrali ( sedi impiegatizie) anche alla luce dei tagli annunciati ed in parte già effettuati sul Gpo, la piattaforma globale di progettazione».

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