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A piazza Cavour apre Barangolo:
«Puntiamo sulla qualità marchigiana»

ANCONA - Nuova vita per il chiosco lato ex Inps. A gestirlo, a partire da inizio agosto, saranno Laura Papa e Michael Salerno, meno di 50 anni in due: «Né gourmet né fast food, il nostro stile è tutta un’altra cosa». Si punta sul cibo da passeggio e sulla specialità della 'Saccoccia': tasca di pane da riempire con varie leccornie
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Al centro i gestori di Barangolo

 

di Giampaolo Milzi

Neanche la “fatica” di estrarle dal guscio. Le raguse, i molluschi insaporiti dal sugo in porchetta, ve li ritroverete già morbidi a farcire la ‘Saccoccia’, una tasca di pane che è il brand di punta del nuovo Baràngolo, quasi pronto ad accogliere cittadini e turisti in piazza Cavour, corner sotto l’ex Inps. «Né gourmet né fast food, il nostro stile è tutta un’altra cosa, cibo da passeggio, oltre che naturalmente da gustare qui o in una delle tante panchine di questa storica piazza» hanno spiegato stamattina in conferenza stampa Laura Papa e Michael Salerno, meno di 50 anni in due, i giovanissimi gestori tuttofare, o quasi, del rinnovato e completamente ristrutturato chiosco caduto nell’oblio, dopo che per qualche anno , col nome di ‘Isola di Paspa’, era stato guidato dal mastro birraio Mauro Franceschini (titolare di ‘Paspartu’).  Cibo, drink eterogenei, look del bar, «tutto in linea con la tradizione locale, quella di prodotti tutti anconetani o marchigiani di qualità garantita, quella dello stupendo ampio verdeggiante scenario che ci circonda» ha sottolineato Lorenzo Papa, padre di Laura, il ‘ragoniere-segretario’ di questa impresa avventurosa e seducente, che ha curato la pratica per l’aggiudicazione del bando per una gestione di 6 anni emesso dal Comune e i rapporti (con prescrizioni) della Soprintendenza.  Un posto votato al gusto e alla socio-ricreatività aggregativa, il Baràngolo. Quanto al gusto – quando aprirà i primi di agosto – ci sarà da leccarsi i baffi: dentro la ‘Saccoccia’,  a scelta, varie leccornie: bocconcini di pollo alla cacciatora, salame ciauscolo con pecorino (per fare un paio di esempi). «Il che equivale a un pasto completo – spiega Laura – per chi ha meno fame c’è la ‘Saccoccetta’, e poi ci sono le alici, le patatine fritte, le olive all’ascolana, tutto genuino e a km zero, pane compreso».

I lavori al chiosco

Come le birre, fatte con l’orzo coltivato da agricoltori e poi trasformato in malto da aziende artigianali, tutti operatori del territorio locale. E il caffè, esotico, fornito da un’azienda della rete del commercio equo-solidale. Giovani, ma già esperti nel campo, Michael, che ha gestito ’America Graffiti Restaurant’ alla Baraccola e ha lavorato al Seeport Hotel di Via Rupi di via XXIX Settembre, e Laura, formatasi nei settori ristorazione e distribuzione ed ex barista al chiosco della Cittadella. «Il Baràngolo nasce dal passato» spiega l’architetto Massimo Canesin, anche lui anconetano, che lo ha progettato e ha diretto i lavori (in dirittura d’arrivo a cura dell’impresa Impianti srl di Ancona), di recupero e totale rinnovo di esterni ed interni. «Da una ricerca effettuata per la Soprintendenza abbiamo scoperto che negli anni ’30 del ‘900 qui c’era un piccolo manufatto in ghisa e ferro, stile Liberty, poi abbattuto tra gli anni ‘50 e ’60. Ecco, il Baràngolo, più grande del pioniere, è rimasto per forma tardo-razionalista quello di 60 anni fa, anche se pare tirato su ora. Anche per la scelta dei colori ci siamo orientati per un impatto morbido, integrativo della piazza. Mura in bianco panna, grandi mensole in legno intorno, con tavolini, ampie tende, dominanti il verdino, sfumature di marrone». E poi cucina e spillatrici di birra a vista, lo spazio dehors, di circa 12 metri quadri, con altri tavoli e sedie collocati nella striscia d’asfalto che corre dietro la facciata principale. Il designer torinese Massimo Marcelli si è dedicato alla progettazione grafica del logo e del font della struttura, l’architetto Raffaela Frezzotti, di Senigallia, farà navigare il Baràngolo e la sua mission enogastonomica sul web.  Che clientela si aspettano Laura e Michael? «Qui c’è spazio per tutti, di ogni età, anche perché saremo aperti tutti i giorni dalla 11,30 alle 20, magari fino all’1 di notte. Per chi preferisce un lunch leggero, un aperitivo, una cena, o cibo da asporto, o ancora lunghe serate a base di birra, cocktail e stuzzichini. Certo, ci piacerebbe vedere arrivare tanti giovani. Ed anche per questo che abbiamo intenzione, una volta fatto il rodaggio, di organizzare concertini di musica live dalle 19,30-20 in poi».

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