facebook rss

Morti bianche, quasi 4 ogni mese
nonostante il lockdown

REPORT - Uil Marche lancia la campagna “Zero Morti sul Lavoro”. Nel 2020 ben 46 persone sono morte sul luogo di lavoro in tutta la regione, il 40% in più rispetto al 2019 secondo i dati Istat. Tra queste, 12 sono dopo aver contratto il Coronavirus
Print Friendly, PDF & Email

Una media di quasi 4 persone al mese. È il conto in termini di vite che si è pagato nelle Marche nel corso del 2020 quando, nonostante il lockdown che ha tenuto ferma gran parte delle attività economiche per mesi, ben 46 persone sono morte sul luogo di lavoro.

Di queste, 12 sono decedute dopo aver contratto il Coronavirus.

I dati, in aumento di quasi il 40% rispetto al 2019 e più che raddoppiati rispetto al 2018 secondo una ricerca del Centro Studi Uil su dati Istat, restituiscono un quadro insostenibile. La Uil Marche ha così aderito convintamente a “Zero morti sul lavoro”, campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che andrà avanti nel corso di tutto il 2021.

«Si continua a morire nei luoghi di lavoro -denuncia Claudia Mazzucchelli, segretaria generale Uil Marche – . Non è più rinviabile un serio confronto con Governo e parti datoriali su questioni cruciali che riguardano la salute e la sicurezza di lavoratrici e lavoratori. Va riportata l’attenzione su temi che questa fase di emergenza sanitaria ha messo in secondo piano ma che non possono più aspettare: vigilanza, formazione, prevenzione, sono solo alcune delle questioni da affrontare, per cercare di fermare questa crescita incessante e intollerabile».

“Zero Morti sul Lavoro” è la missione che la Uil sta portando avanti in tutta Italia e a tutti i livelli.

Ad accompagnare la campagna sarà il gesto dell’ok, scelto perché «durante la guerra i militari americani usavano scrivere su una bandiera visibile da lontano il numero di perdite sul campo. In rarissimi e fortunati casi scrivevano 0 killed (ok, appunto). Solo due lettere, un acronimo che tutti conoscono. Ma la storia che c’è dietro a quello che è diventato un gesto planetario, racchiude un obiettivo condivisibile da tutti»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X