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Nuovo approccio multidisciplinare
per combattere il tumore al fegato

CONVEGNO online organizzato da Rossana Berardi, direttore della Clinica Oncologica, e da Gianluca Svegliati Baroni, responsabile della unità Danno Epatico e Trapianti, entrambi degli Ospedali Riuniti di Ancona. L'intervento del governatore Acquaroli: «La parole chiave è la prevenzione, esalteremo il suo ruolo all'interno del Piano sanitario regionale»
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Rossana Berardi

 

Il tumore al fegato e il nuovo approccio multidisciplinare per combatterlo. Questo il tema di un incontro online a cui hanno partecipato esperti di livello internazionale organizzato da Rossana Berardi, direttore della Clinica Oncologica, e da Gianluca Svegliati Baroni, responsabile della unità Danno Epatico e Trapianti, entrambi dell’azienda ospedaliero-universitaria Ospedali Riuniti di Ancona. Anche il governatore delle Marche, Francesco Acquaroli, è intervenuto per sottolineare che «questa è una occasione per ringraziare tutti gli operatori sanitari che hanno permesso una grande risposta della nostra Regione alla pandemia, ma è anche il momento di cominciare a pensare al futuro. In patologie come il tumore del fegato, la parole chiave è la prevenzione, ed esalteremo il suo ruolo all’interno del Piano sanitario regionale. E’ fondamentale diffondere nella popolazione la cultura della prevenzione, ed è fondamentale avere servizi nel territorio facilmente fruibili. Abbiamo a disposizione cultura e tecnologie di alto livello nella nostra Regione, e vogliamo incrementare il ruolo di riferimento della sanità marchigiana, che deve diventare punto di riferimento nazionale». Nella nostra Regione, agli Ospedali Riuniti di Ancona, esiste da anni un team multidisciplinare che da anni si occupa di questa patologia, dalla diagnosi fino alle terapie più innovative, sia chirurgiche che mediche.

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Gianluca Svegliati Baroni

«Il carcinoma epatocellulare è tra i big five killers oncologici, cioè tra le prime cinque neoplasie come causa di mortalità – sottolinea il professor Gianluca Svegliati Baroni, Associato di Gastroenterologia all’università Politecnica delle Marche e responsabile dell’unità di Danno Epatico e Trapianti degli Ospedali Riuniti di Ancona -. Infatti la sopravvivenza a 5 anni è di 1 paziente su 5. Però stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione per questa neoplasia che, se diagnosticata in una fase precoce, può essere completamente guarita mediante la resezione chirurgica o il trapianto di fegato. La prima novità riguarda un nuovo approccio al paziente, una nuova classificazione, con la possibilità di trattare in strutture specializzate, come gli Ospedali Riuniti di Ancona, con terapie sequenziali per offrire loro i trattamenti curativi. L’altra rivoluzione è rappresentata da nuove terapie sistemiche per le fasi più avanzate, in collaborazione con i colleghi oncologi, prima non disponibili ma che assicurano una prolungata sopravvivenza».

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Gianluca Gregori, rettore Politecnica delle Marche

E’ stato poi il rettore della Univpm, Gianluca Gregori, a sottolineare: «In queste patologie la parola d’ordine è la ricerca. Per questo nella nostra regione siamo fortunati ed all’avanguardia per l’integrazione tra l’università Politecnica delle Marche e l’ospedale di Torrette, che infatti si chiama azienda ospedaliero-univerisitaria proprio perché ha un’anima comune. L’integrazione poi deve essere, come nell’evento di oggi, tra i diversi professionisti superando l’ottica del passato in cui ognuno operava in ambiti separati. Non solo in campo oncologico, ma abbiamo imparato durante la pandemia dell’importanza della comunicazione, che deve essere efficace e concertata per spazzare via le fake news che hanno un impatto negativo sullo stato di salute della popolazione». Michele Caporossi, direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria Ospedali Riuniti di Ancona, ha precisato che «nelle Marche esiste una massa critica di tecnologia, cultura sanitaria e pazienti per una sanità di eccellenza. E’ quindi fondamentale l’integrazione con il territorio attraverso i percorsi e l’attuazione di quella che viene definita come organizzazione ibrida, in cui la condivisione multidisciplinare delle decisioni permette il migliore trattamento sul singolo paziente».

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Michele Caporossi, direttore dell’azienda Ospedali Riuniti di Torrette

Infine, è stata Rossana Berardi, Ordinario di Oncologia Medica all’università Politecnica delle Marche e direttrice della clinica oncologica degli Ospedali Riuniti di Ancona, ad evidenziare i motivi dell’organizzazione dell’evento: «con il professor Svegliati Baroni abbiamo fortemente voluto organizzare questo convegno per affrontare una tematica importante, quella dell’epatocarcinoma, patologia complessa che richiede un approccio corale multidisciplinare. La multidisciplinarietà è una necessità e un indicatore di qualità in ambito oncologico e oggi la patologia primitiva del fegato sta subendo una vera e propria rivoluzione copernicana risultando di interesse per vari specialisti che concorrono alla sua gestione, grazie anche all’introduzione di terapie innovative quali i farmaci biologici antiangiogenetici e l’immunoterapia». Rossana Berardi si è poi rivolta al presidente della Regione Acquaroli: «Confidiamo nella Regione affinché insieme possiamo continuare a garantire una presa in carico efficace e non si debba aver timore che si passi dalla pandemia da Covid alla pandemia da cancro. Per questo la vaccinazione ai pazienti oncologici è importante e come oncologi siamo disponibili e pronti»

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