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Qualità dell’aria: l’Arpam
promuove Ancona e Falconara
«Col lockdown meno polveri sottili»

PRESENTATI i risultati del monitoraggio avviato nel maggio 2019 attraverso 30 minicampionatori distribuiti tra le due città. Avviato anche lo studio per la caratterizzazione del particolato nella centralina della Cittadella
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Qualità dell’aria: l’Arpam promuove Ancona e Falconara. Nel maggio 2019, è stato avviato un monitoraggio attraverso 30 minicampionatori dislocati tra le due città (22 nella prima, otto nella seconda): stando ai dati raccolti fino ad ottobre 2020, è stato rispettato il limite di legge di 40 µg/m3 per le Pm10. Le temibili polveri sottili, infatti, hanno fatto registrare un valore medio di 18 µg/m3 nel capoluogo dorico e 19 µg/m3 per l’area di Falconara. Risultati in linea con quelli misurati dalle centraline fisse dei due Comuni. Posizionati ad integrazione della Rete di rilevamento composta dalle 17 centraline fisse e due mobili dell’ARPAM ed a supporto dei progetti “P.I.A.” per l’area di Ancona e “Odor.Net” per quella di Falconara, gli smart sampler erano stati collocati in zone selezionate per densità abitativa, rilevanza della viabilità e presenza di luoghi di aggregazione al fine di approfondire la conoscenza dei livelli di concentrazione in area urbana del PM10 e dei metalli ad esso associati, nonché una prima individuazione delle possibili fonti emissive delle polveri fini. «Un progetto primo in Italia per numero di campionatori installati», ha ricordato il direttore generale dell’Arpam Giancarlo Marchetti. Durante la campagna di campionamento e stato analizzato anche “l’effetto lockdown”, che ha fatto registrare, nelle stazioni di traffico urbano, una diminuzione delle Pm10 di circa il 10%, mentre per le concentrazioni di NO2 è stata osservata una diminuzione del 45% per le stazioni da traffico e del 27% per il complesso delle stazioni. Questo effetto è probabilmente determinato da una effettiva diminuzione dell’uso di sorgenti di combustione fissa e mobile in tutto il territorio. Un ulteriore elemento dall’esito importante è il confronto operato tra i risultati sperimentali Arpam condotti nella città di Ancona e le previsioni modellistiche realizzate nell’ambito del Progetto PIA che, mostrando una buona corrispondenza tra i due sistemi, ha permesso di indicare la possibilità di integrare i due metodi di valutazione, sperimentale e modellistico, e realizzare futuri scenari di intervento per il miglioramento della qualità dell’aria sul territorio. «Si tratta di uno studio serio – ha commentato la sindaca di Ancona Valeria Mancinelli – portato avanti per diverso tempo con metodi scientifici, che ci consegna una radiografia più che attendibile e contraddice una lettura immotivatamente catastrofica che non corrisponde alla realtà. Per spazzare via le leggende metropolitane bisogna agire in questo modo, sul campo. Ci consente di avere una diagnosi precisa con la quale possiamo calibrare meglio la cura, ovvero gli interventi da concretizzare». Sulla stessa lunghezza d’onda, la prima cittadina di Falconara Stefania Signorini: «l’amministrazione comunale crede molto in entrambe le campagne dell’Arpam per il monitoraggio della qualità dell’aria, sia quella avviata con il progetto OdorNet che quella portata avanti con otto minicampionatori installati sul nostro territorio. Per questo, abbiamo deciso di partecipare ai costi sostenuti per entrambi i rilevamenti, con un contributo di 26mila euro complessivi per OdorNet e di 6mila euro per i minicampionatori». L‘assessore regionale all’Ambiente Stefano Aguzzi, intervenuto alla presentazione dei primi risultati del progetto, ha espresso la propria soddisfazione «per l’attenzione rivolta dall’Arpam alla domanda di rigore scientifico e trasparenza delle informazioni da parte dei cittadini: credo sia giusto mettere al centro dell’agenda istituzionale queste richieste. Non si deve inasprire il dibattito, perché non è così che si trovano le soluzioni. L’approccio dei comitati si traduce spesso in allarmismo, in maniera esagerata ed esagitata». Da più di un anno l’Arpam sta inoltre conducendo una campagna di monitoraggio nella stazione di Ancona Cittadella per valutare il differente apporto alle emissioni di polveri sottili correlate alle diverse tipologie di sorgenti. I primi risultati sul set parziale di dati (circa il 40%) hanno consentito l’individuazione delle diverse tipologie di sorgenti presenti sul territorio. Allo stato attuale delle conoscenze, i contributi principali sono associati alla combustione ad uso civile (riscaldamento residenziale e commerciale).

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