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Emergenza territoriale 118,
le 10 criticità da risolvere

L'ANALISI di Claudio Maria Maffei nella Giornata internazionale dell’emergenza - E' un sistema che gioca un ruolo chiave importantissimo perché porta nei tempi giusti al posto giusto i pazienti che hanno bisogno di un intervento immediato non gestibile nel posto in cui si è verificato l’evento. Il Sindacato medici italiani (Smi), e una Società scientifica del settore hanno voluto far sentire la propria voce attraverso una lettera aperta dei rispettivi referenti regionali
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Claudio Maffei

 

di Claudio Maria Maffei*

Oggi 27 maggio è la Giornata internazionale dell’emergenza. E’ dunque la giornata giusta per parlare delle criticità del sistema dell’Emergenza territoriale (spesso identificato con il nome di “118”) della Regione Marche. E’ un sistema che gioca un ruolo chiave importantissimo perché porta nei tempi giusti al posto giusto i pazienti che hanno bisogno di un intervento immediato non gestibile nel posto in cui si è verificato l’evento. In questa giornata un sindacato molto presente in quest’area, il Sindacato medici italiani (Smi), e una Società scientifica del settore (la Società italiana emergenza sanitaria, Siems) hanno voluto far sentire la propria voce attraverso una lettera aperta dei rispettivi referenti regionali (Fabiola Fini dello Smi e Riccardo Sestili della Siems). La loro lettera ricorda che si attendono da anni nelle Marche interventi che migliorino il sistema dell’emergenza territoriale, sistema che oggi è affidato soprattutto all’impegno dei suoi operatori, impegno che non basta però a sopperire alle tante criticità che impediscono di garantisce standard qualitativi ottimali sia in termini di efficacia che di costi.

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Gli operatori del 118

Nella lettera si evidenziano dieci nodi da sciogliere e altrettante decisioni da prendere.

1. Vanno previste dotazioni uniformi di personale e procedure organizzative omogenee per le Centrali operative (medici di appoggio alla Centrale, operatori tecnici, formazione operatori sull’intervista telefonica, procedure standard, maxiemergenza, coordinamento).
2. Va garantito un direttore alla Centrale operativa 118 regionale di Ancona, che a più di 4 anni dal pensionamento del precedente non ha ancora un nuovo direttore. La sede della Centrale è ancora negli angusti spazi dell’ospedale di Torrette nonostante sia a gestione Asur.
3. L’inquadramento giuridico ed economico degli operatori tecnici delle Centrali 118 deve essere reso uniforme per tutto il territorio regionale.
4. Vanno definite le dotazioni organiche del personale del Sistema territoriale di soccorso 118, mentre ad oggi in ogni Area Vasta esiste una totale differenziazione e frammentazione degli organici (col personale del 118 che si distribuisce tra servizi di Pronto soccorso, Centrali operative, Distretti).
5. Occorre provvedere alla grave carenza di medici del 118 e favorire il passaggio al rapporto di dipendenza degli attuali medici convenzionati, visto che è sempre più frequente che i giovani lascino precocemente il lavoro in convenzione (privo di prospettive di carriera e di tutele) e che la platea degli attuali medici è sempre più anziana.

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L’elisoccorso

6. Vanno emanati i protocolli infermieristici per il soccorso avanzato per tutte le postazioni infermieristiche presenti nel territorio regionale nel rispetto dei ruoli e delle competenze delle diverse figure professionali.
7. Va data una applicazione omogenea alla norma che definisce i criteri e gli standard per l’uso, la guida, la manutenzione e le caratteristiche degli automezzi di soccorso.
8. Occorre integrare l’elisoccorso, che non fa parte dell’Asur ma dell’azienda Ospedali Riuniti Ancona, sia con il Sistema territoriale di soccorso, del quale costituisce una risorsa non diversamente dai mezzi territoriali su gomma, che con la Centrale regionale, così come prescritto dalla legge regionale 36/1998. Va inoltre previsto il trasferimento della base notturna ad Ancona, che non avrebbe in questa sede tutte le limitazioni operative che ha la attuale base notturna di Fabriano (condizioni metereologiche, necessità di rientro dopo centralizzazione, peso eccessivo della equipe durante il giorno in estate, spostamenti del personale sanitario per raggiungere la sede).
9. Va realizzata l’informatizzazione degli equipaggi dei mezzi di soccorso, attualmente disponibile soltanto per 2 degli oltre 50 equipaggi operativi, informatizzazione la cui carenza comporta attualmente l’invio di dati non rappresentativi della realtà. Servono dati ed indicatori per misurare l’efficacia del Sistema 118 e vanno previsti registri regionali per le principali patologie tempo-dipendenti (trauma grave, arresto cardiaco, infarto ed ictus).
10. Va previsto un unico Centro di responsabilità/Centro di costo regionale a garanzia di una gestione omogenea, complessiva e unica in tutta la regione del Servizio di emergenza territoriale 118, così come esiste da tempo in quasi ogni altra Regione italiana.

La lettera si chiude con una dichiarazione di disponibilità alla massima collaborazione. Si attende ora quella risposta dalle Istituzioni che finora è mancata.

*Medico e dirigente sanitario in pensione

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