«Dimenticati dalle istituzioni»:
lo sfogo del rifugio Cuori Pelosi
a quattro anni dall’alluvione
«Fra ieri ed oggi ci sono stati moltissimi eventi relativi all’anniversario dell’alluvione del 2022. Eventi ricchi di elenchi di “cose fatte” e che si faranno, opere compiute ed incompiute….di tante belle parole».
Inizia così il post-denuncia dell’associazione Cuori Pelosi, che gestisce il canile rifugio e oasi felina del Comune di Senigallia. Una premessa prima di affrontare il nocciolo della questione.
«Voi lo sapete, o perlomeno chi ci conosce, sa della nostra infinita pazienza, del nostro cercare sempre di appianare perché le polemiche ci piacciono fino ad un certo punto. Perché è vero che sono morte persone e sono le prime a meritare rispetto ed attenzione. Ma poi, nel lungo elenco di chi merita di più, alla fine, c’è pure lui: il rifugio. Quel rifugio che ancora esiste, che 4 anni fa è miracolosamente rimasto in piedi. Un rifugio che andrebbe abbattuto, non dovrebbe neanche più esistere, assomiglia di più ad una cosa abusiva. Quel rifugio su cui si continua a spendere, noi come associazione: i container, il riscaldamento, l’ampliamento delle zone».
Dall’associazione ricordano anche che «fa numeri: adozioni, accoglienza ad animali non più voluti, rifiutati, perché gli abbandoni sono drasticamente diminuiti, ma gli articoli 10, no. Quel rifugio che è approdo e porto sicuro per chi non ha più una casa, per chi ha bisogno di attenzioni e cura. Quel rifugio che comunque, dite come vi pare, dà tanta visibilità agli enti».
Poi la stoccata finale: «su quel rifugio, nessuna parola. Non se l’è filato nessuno. Eppure due gatti morirono e un cane rimase ferito. Il rifugio fu devastato e ogni metro quadrato risanato e ricostruito. Furono fatti preventivi perché la Regione ne promise la ricostruzione. Ora dove sono le belle parole ?Chi ci ha promesso cose e le ha dimenticate? Dov’è quel terreno su cui costruire un nuovo rifugio? Ora come ora, con l’autunno che arriva, e nell’entroterra il fiume a tutt’oggi non è stato ripulito, siamo sicuri che la vita dei nostri ospiti non valga nulla? Da oggi non ci interessano più le parole, che comunque non avete detto. Vogliamo fatti».
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