Ponte Garibaldi: cantiere entro ottobre,
la riapertura tra un anno

SENIGALLIA - A breve l'inaugurazione di quello del Coppetto e l'avvio dei lavori a Pianello di Ostra. Ad oggi su tutto il territorio sono stati erogati oltre 25 milioni a 3600 famiglie e 17 milioni a 550 imprese

L’ingegnere Stefano Babini

di Sabrina Marinelli

A quattro anni dall’alluvione del 15 settembre 2022, il commissario per la ricostruzione traccia il bilancio di quanto realizzato finora e delle prospettive future, per la sicurezza del territorio di Senigallia e dell’intera vallata.
Ripercorrendo il lavoro svolto, l’ingegnare Stefano Babini spiega che «quattro anni sono lunghi, ma sono serviti per gli interventi di somma urgenza sui fiumi principali, per riportarli in condizioni minime di sicurezza e guadagnare il tempo necessario a individuare le criticità sulla base di considerazioni scientifiche. Sono serviti alla progettazione delle opere necessarie, all’affidamento di tutti i lavori alle imprese e all’apertura di alcuni cantieri principali sul Misa e sul Nevola». Nel frattempo, ricorda che «sono state ripristinate strade e ponti (non tutti) nei comuni dell’entroterra e pagati i ristori a privati ed imprese». Dal punto di vista economico «sono stati parzialmente spesi e totalmente impegnati gli oltre 430 milioni disponibili».

Per quanto riguarda i tempi della ricostruzione, Babini indica una tabella di marcia ben definita e la priorità: «Al momento è prevista una durata di tre anni. Intanto è necessario pianificare entro ottobre le opere che non è stato possibile programmare con i fondi disponibili, in modo da poter accedere alle nuove risorse previste».
Entrando nel merito delle opere strutturali, sono sette in totale tra vasche di espansione e aree di laminazione. «a Bettolelle la prima è operativa dal 2024 – ricorda – a Pancaldo e Ponte Lucerta partiranno entro il 2026». Sollecitato sull’efficacia di tali infrastrutture, rassicura la cittadinanza spiegando che «i modelli idraulici sviluppati dalle Università e verificati dall’Autorità di bacino rassicurano in tal senso. Al momento le opere previste sono il massimo di quello che è possibile fare».

La tutela del territorio proseguirà anche sul fronte della manutenzione: «tra le attività previste c’è il monitoraggio continuo delle opere con tecnologie innovative, in modo da limitare il costo degli interventi di manutenzione». In prospettiva, al termine della fase commissariale, la competenza tornerà agli enti territoriali. Sulla gestione delle allerte, Babini sottolinea che «è indispensabile che ci sia un coordinamento nei modi che la Regione individuerà oltre a quelli attualmente in uso». Un ruolo fondamentale sarà svolto dall’Ufficio Fiume, che rimarrà attivo anche in futuro: «Una gestione moderna del rischio non può prescindere da una struttura che si occupi permanentemente della sicurezza del territorio e che subentrerà a quella commissariale».

Per quanto concerne il ponte di Pianello di Ostra, Babini chiarisce che l’intervento «ha richiesto un lungo periodo di tempo per la gestione degli espropri, giunto ormai al termine. In ogni caso per intervenire su di esso è necessario che venga aperto il Coppetto (a breve), per limitare i disagi alla popolazione. Si sta valutando, inoltre, la realizzazione di un attraversamento pedonale dal costo compatibile con il quadro economico del progetto dell’opera».

L’ex sede della FederCaccia che verrà demolita a breve

Sullo stato del cantiere per Ponte Garibaldi a Senigallia, il commissario riferisce che «i lavori propedeutici, ossia quelli per la demolizione dell’ex sede della FederCaccia e la realizzazione delle rampe, sono stati affidati. L’allestimento del cantiere si vedrà verso ottobre credo». Quanto ai tempi di riapertura al traffico: «dall’avvio del cantiere il tempo tecnico per realizzare l’opera, se non sopraggiungeranno nuovi impedimenti, va da 8 a 12 mesi. Per ponte degli Angeli e ponte del Portone è giunto, invece, il momento di individuare le ipotesi migliori tra quelle proposte. Si tratta di questioni complesse di cui si parlerà nel prossimo futuro».

Infine, sul fronte dei ristori e del sostegno alla popolazione, spiega che «La fase era iniziata dopo sei mesi dall’evento e, in alcuni casi, deve essere completata, anche se è opportuno che ormai non si vada oltre il 2026 per concluderla. Ad oggi su tutto il territorio sono stati erogati oltre 25 milioni a 3600 famiglie e 17 milioni a 550 imprese». Sulla quota di residenti ancora fuori casa che beneficiano del Cas, contributo di autonoma sistemazione, la stima è di circa 50 ma ci sono verifiche in corso.

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