Sventato l’attacco dei lupi in canile:
serve aiuto per rinforzare la recinzione
di Sabrina Marinelli
Sventato l’attacco dei lupi al canile rifugio di Senigallia, dove ieri due esemplari hanno cercato di entrare. L’allarme è scattato intorno alle 19 quando una volontaria, insospettita dal forte abbaiare di Lion (un cane che ha un’area recintata tutta per sé) è andata a controllare. Si è trovata davanti due lupi che stavano scavando sotto la recinzione per crearsi un varco. La donna ha reagito subito: ha messo al sicuro il cane nel suo box in muratura e ha fatto rientrare d’urgenza nei locali coperti tutti i gatti, che si trovavano nel giardino esterno dell’oasi felina, annessa alla struttura.
«In passato abbiamo visto le volpi e i cinghiali, ma quelli non sono un problema. Ieri, invece, due lupi hanno provato ad entrare – racconta Francesca Libardi, presidente dell’associazione Cuori Pelosi, che gestisce la struttura comunale -. E’ successo verso le 19. La volontaria mi ha contattato e sono andata subito a vedere. Ho chiamato la Forestale, che ha detto di tenere le luci accese nella notte e di mettere una radio a volume alto. Stamattina sono venuti dal Comune a fare un sopralluogo e hanno riscontrato delle zone critiche nella recinzione da rinforzare. L’accordo che abbiamo raggiunto è che loro ci forniscono i materiali e noi troviamo le persone per fare il lavoro. C’è da mettere la rete elettrosaldata per irrobustire alcune parti. Ci servirebbe una mano in tempi rapidi».
La struttura si trova lungo l’Arceviese, vicino al fiume Misa, una zona critica in cui ogni allerta meteo scatena il panico tra i volontari, ancora segnati dall’alluvione di quattro anni fa. L’ipotesi di spostarla nella zona collinare, lontano dalla città, è stata scartata. «Per il canile nuovo il terreno là non andava bene – conferma la presidente – e proprio oggi dal Comune sono andati a fare un sopralluogo a Sant’Angelo. Però bisogna capire se si può fare. Il terreno è molto valido perché è pianeggiante, vicino alla strada e al centro di Sant’Angelo, quindi dovrebbe essere una buona posizione». La speranza dell’associazione è che le verifiche vadano a buon fine per procedere al trasferimento al più presto, garantendo finalmente la sicurezza degli ospiti del rifugio.
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