Electrolux, l’appello di Acquaroli
all’azienda: «Ritiri il piano,
difendiamo lavoro e dignità»

IL GOVERNATORE delle Marche questa mattina ha partecipato al corteo nazionale con assessori e consiglieri regionali. «Ci si aspettava un atteggiamento diverso da parte della multinazionale svedese» ha detto definendo la scelta della chiusura del sito di Cerreto d’Esi «uno schiaffo» e ribadendo che non si possono ignorare «le esigenze dei lavoratori e dei nostri territori». Il parlamentare Nicola Fratoianni (Avs): «Ancora una volta gli operai vengono trattati come merce». Le altre reazioni

Francesco Acquaroli con la consigliere Mirella Battistoni al corteo dei lavoratori Electrolux di Cerreto d’Esi

«Siamo qui per difendere lo stabilimento, il territorio, la dignità dei lavoratori e chiedere ancora con forza il ritiro del piano industriale». Sono state queste le prime parole del governatore delle Marche, Francesco Acquaroli, questa mattina a Cerreto d’Esi alla manifestazione nazionale di protesta contro il piano industriale di Electrolux. Il corteo organizzato da Fim, Fiom e Uilm ha richiamato lavoratori anche di altri stabilimenti italiani della multinazionale svedese, sindacati e istituzioni, anche primi cittadini solidali con maestranze ed il sindaco di Cerreto d’Esi, David Grillini che si oppone alla chiusura del sito locale e dei possbili 170 esuberi. Con il presidente Acquaroli, c’erano anche l’assessore Tiziano Consoli e consiglieri regionali dei diversi schieramenti.

Per Acquaroli, la difesa dello stabilimento è anche una questione di dignità. Il governatore ha ricordato come, fin dall’inizio della crisi, la richiesta fosse il ritiro del piano industriale e una riflessione sulle prospettive di Electrolux in Italia e in Europa.«Fin dall’inizio di questa crisi abbiamo chiesto il ritiro del Piano industriale e la salvaguardia di questo stabilimento», ha detto, auspicando una discussione anche a livello nazionale ed europeo. «C’è stata la disponibilità di tutti, della nostra regione, delle altre regioni e del governo nazionale perché si arrivasse a discutere anche nella sede europea rispetto a quelli che potevano essere i paradigmi per cambiarli».

Grande invece è stata l’amarezza per la risposta del gruppo svedese. «Ci si aspettava un atteggiamento diverso da parte dell’azienda» ha affermato Acquaroli, definendo la scelta «uno schiaffo» e ribadendo che non si possono ignorare «le esigenze dei lavoratori e dei nostri territori».

Nicola Fratoianni stamattina al corteo di Cerreto d’Esi

C’era anche Nicola Fratoianni,  deputato, segretario di Sinistra Italiana e leader di Alleanza Verdi-Sinistra, stamattina in piazza a Cerreto d’Esi con i lavoratori e le lavoratrici Electrolux arrivati da tutta Italia contro la chiusura degli stabilimenti e le migliaia di licenziamenti.

«Ancora una volta gli operai vengono trattati come merce, pacchi da spostare e buttare a piacimento. -scrive Fartoianni – E non perché non c’è lavoro, ma per aumentare i profitti aziendali e pagare meno il lavoro altrove. Ancora una volta lavoratori e lavoratrici vengono sacrificati sull’altare del profitto e del mercato. E il governo di Meloni come suo solito non ha fatto nulla di nulla. Ha voltato le spalle a lavoratori e lavoratrici, abbandonando migliaia di famiglie a loro stesse. Proteggere chi lavora, mantenere la produzione sul territorio e impedire la desertificazione industriale dell’Italia. Questo è il vero interesse nazionale, e Meloni lo sta fallendo completamente» ha concluso Nicola Fratoianni.

Sulla stessa lunghezza d’onda la consigliera regionale di maggioranza Mirella Battisoni (FdI) che fa osservare in una nota come «la chiusura del sito e il licenziamento di 170 lavoratrici e lavoratori sono ipotesi inaccettabili. Cerreto d’Esi è l’unico stabilimento italiano per il quale il piano aziendale prevede la completa cessazione dell’attività, con conseguenze gravissime per le famiglie, l’indotto e tutto il nostro territorio. È stata davvero significativa la solidarietà dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali degli altri stabilimenti coinvolti nel ridimensionamento delle produzioni in Italia. Sette pullman sono arrivati da Solaro, Porcia, Susegana, in provincia di Treviso, e Forlì: una partecipazione straordinaria, che dimostra come questa battaglia riguardi l’intera presenza industriale di Electrolux nel nostro Paese».

Battistoni ribadisce che «come Regione Marche continueremo a portare avanti questa vertenza con determinazione, sui tavoli nazionali e soprattutto europei. Chiediamo il ritiro della chiusura, il blocco dei licenziamenti e un piano industriale credibile, con nuovi prodotti, investimenti e adeguati volumi produttivi. I finanziamenti pubblici nazionali ed europei devono essere legati a precisi obblighi di continuità produttiva e occupazionale. Non è accettabile utilizzare risorse pubbliche e poi abbandonare i territori. Saremo al fianco dei lavoratori, delle loro famiglie e delle organizzazioni sindacali. Cerreto d’Esi deve continuare a produrre. Su questo obiettivo non arretreremo».

I consiglieri regionali Maurizio Mangialardi (Pd) e Marta Ruggeri (M5S) alla manifestazione di Cerreto d’Esi contro il piano industriale di Electrolux

Anche il consigliere regionale di minoranza Maurizio Mangialardi (Pd) ha partecipato alla giornata di lotta e mobilitazione oggi a Cerreto d’Esi, a fianco dei lavoratori Electrolux. «Uno sciopero nazionale indetto dalle organizzazioni sindacali per dire in modo nettissimo che è semplicemente irricevibile l’ipotesi di chiusura dello stabilimento, così come i licenziamenti e i tagli prospettati. – rimarca – Smantellare il sito produttivo di Cerreto significherebbe mettere in ginocchio l’intera area montana, già duramente provata dalle numerose crisi che lo hanno interessato negli anni. Siamo a fianco delle comunità e degli amministratori locali che stanno difendendo con coraggio la dignità del lavoro e di tutto il territorio, che merita e pretende rispetto da parte della proprietà di Electrolux. L’unica soluzione possibile è il ritiro del piano industriale e la presentazione di un progetto serio per rilanciare l’azienda con investimenti e smettendo di ricorrere a delocalizzazioni e logiche speculative».

Con lui anche il consigliere regionale dem Leonardo Catena.«Il nostro posto è qui: tra le persone, a difendere il lavoro e dentro i problemi reali.- evidenzia Catena – Alla Electrolux sono previsti 1.450 esuberi, 170 solo a Cerreto. Numeri che significano redditi, famiglie e futuro. La nostra solidarietà a loro e alle loro famiglie. Ma non basta: servono azioni politiche concrete per contrastare la chiusura, sostenere il welfare locale e rilanciare il sistema produttivo.

Non si può accettare multinazionale agisca senza preoccuparsi delle pesanti conseguenze sulle vita delle persone. La politica deve trovare il modo di impedire che ciò accada sempre più spesso. E stare dalla parte dei lavoratori. Sempre».

La chiusura dello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi va scongiurata e su questa battaglia non possono esserci divisioni politiche. È la posizione ribadita anche da Forza Italia Marche in occasione della manifestazione nazionale che questa mattina ha portato a Cerreto d’Esi lavoratori, rappresentanti sindacali e istituzioni per dire no al piano industriale che prevede la chiusura del sito marchigiano.
Forza Italia ha voluto essere presente al fianco dei lavoratori con l’assessore regionale al Lavoro Tiziano Consoli, la capogruppo in Consiglio regionale Jessica Marcozzi e la consigliera regionale Chiara Biondi. Alla mobilitazione ha partecipato anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, a conferma dell’impegno della Regione in una vertenza decisiva non soltanto per Cerreto d’Esi e il Fabrianese, ma per il futuro industriale e occupazionale delle Marche.

L’assessore Tiziano Consoli con le consigliere regionali azzurre Chiara Biondi e Jessica Marcozzi

«Quello di oggi è uno sciopero necessario – dichiara in una nota Consoli – perché la battaglia dei lavoratori contro la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi non riguarda soltanto un territorio già duramente colpito dalle crisi industriali. È una questione di portata nazionale ed europea, che investe il futuro del comparto degli elettrodomestici e, più in generale, del settore metalmeccanico».
Netta la posizione dell’assessore al Lavoro: «Dobbiamo adoperarci insieme al Governo affinché il piano industriale che prevede la chiusura di Cerreto d’Esi venga dichiarato irricevibile. Su una vertenza di questa importanza la politica non deve dividersi. Serve una battaglia unitaria, insieme alle organizzazioni sindacali e ai lavoratori, con un obiettivo comune: scongiurare la chiusura dello stabilimento».

da sin. Consoli, Acquaroli, Biondi e Marcozzi

Per Forza Italia Marche, la vertenza Electrolux non può infatti essere ridotta a una questione esclusivamente locale. Cerreto d’Esi e il distretto fabrianese rappresentano una parte fondamentale della storia industriale delle Marche e un patrimonio produttivo che ha contribuito allo sviluppo economico della regione e dell’intero Paese.
«Abbiamo una storia industriale da difendere, ma soprattutto dobbiamo lavorare perché abbia un futuro – prosegue Consoli –. La Regione farà fino in fondo la propria parte, costruendo la più ampia sinergia possibile con il Governo e con tutti i soggetti coinvolti. Ringrazio le sigle sindacali e quanti stanno partecipando alla mobilitazione: dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per evitare il peggio».
Marcozzi e Biondi ribadiscono la piena vicinanza del Gruppo consiliare di Forza Italia alle lavoratrici, ai lavoratori e alle loro famiglie, sottolineando la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla vertenza e di costruire un fronte istituzionale compatto a difesa dell’occupazione e della presenza industriale nel territorio.

Andrea Nobili al corteo di Cerreto d’Esi

«Siamo a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Cerreto d’Esi, perché la chiusura dello stabilimento sarebbe un dramma sociale e umano che questa comunità deve evitare. Continueremo a chiedere al Governo e alle istituzioni regionali di esercitare fino in fondo il proprio peso istituzionale per fermare la sciagurata decisione di Electrolux e salvaguardare circa 170 posti di lavoro. Le multinazionali non possono fare e disfare a loro piacimento quando in ballo ci sono il lavoro, la dignità delle persone e il futuro di un intero territorio».
Sono le parole di Andrea Nobili, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, dalla manifestazione nazionale indetta a Cerreto d’Esi contro il piano industriale del gruppo svedese Electrolux.
Cerreto d’Esi è l’unico sito produttivo italiano destinato alla completa dismissione nell’ambito della riorganizzazione della multinazionale, che prevede comunque circa 1.450 esuberi complessivi nei diversi stabilimenti Electrolux in Italia, oltre al mancato rinnovo di contratti a termine.
La mobilitazione ha visto anche la partecipazione di consiglieri regionali di minoranza. Nei giorni precedenti Andrea Nobili, insieme agli altri capigruppo di opposizione, aveva chiesto al presidente dell’Assemblea legislativa di rinviare la seduta prevista per il 15 settembre, così da consentire la partecipazione istituzionale alla giornata di sciopero e manifestare concretamente la vicinanza ai lavoratori. La richiesta è stata accolta e il Consiglio regionale è stato riconvocato per venerdì 18 settembre. Prima della mobilitazione, si è tenuto anche un tavolo con i rappresentanti del Comune di Cerreto D’Esi, per approfondire le ricadute sociali dei licenziamenti.

«Qui vediamo i frutti avvelenati dell’immobilismo della filiera di governo nazionale e regionale. Circa 170 lavoratrici e lavoratori rischiano di perdere il proprio posto mentre un intero territorio viene ulteriormente impoverito. È il risultato della rincorsa a margini e profitti sempre maggiori e, contemporaneamente, dell’assenza di una seria politica industriale pubblica capace di difendere produzione e occupazione», continua Nobili.«Siamo diventati un Paese troppo esposto al potere delle grandi multinazionali, che possono decidere di de localizzare e chiudere stabilimenti lasciando sui territori ferite sociali enormi. La politica è chiamata urgentemente a fare la propria parte. Ogni forma di sostegno pubblico alle imprese deve essere legata a precisi impegni sulla permanenza produttiva e sulla tutela dell’occupazione: non è accettabile socializzare i costi e lasciare ai territori e ai lavoratori il prezzo delle ristrutturazioni aziendali».

Massimo Seri e Michele Caporossi al fianco dei lavoratori Electrolux

Gli fa eco il consigliere di minoranza Massimo Seri (Progetto Marche Vive), oggi a Cerreto d’Esi anche lui insieme al collega di gruppo Michele Caporossi, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori Electrolux.« Qui non si difende solo uno stabilimento: si difendono lavoro, competenze e futuro di una comunità. Ma questa vertenza ci dice anche che non basta intervenire quando arrivano le crisi. Servono politiche industriali serie, investimenti e una strategia per rendere il nostro territorio competitivo e creare lavoro stabile e di qualità. Il lavoro non è una voce di bilancio. È il futuro delle nostre comunità».

Il sindaco di Jesi, Lorenzo Fiordelmondo al corteo sindacale di Cerreto d’Esi

Tra i sindaci presenti anche quello di Jesi, Lorenzo Fiordelmondo.«Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della Electrolux di Cerreto D’Esi, che si stanno battendo per evitare di perdere il lavoro a causa di un piano industriale che deve essere ritirato. – ha commentato Fiordelmondo – Il mantenimento di uno sviluppo industriale territoriale, la dignità del lavoro e delle persone lo impongono. Scongiurare la chiusura dello stabilimento, cancellare gli esuberi, chiedere con forza all’azienda di assumersi le proprie responsabilità dopo aver avuto, per le sue attività in Italia, ampio accesso ad ingenti fondi pubblici statali ed europei. Stamattina era importante esserci e manifestare il nostro impegno in una nuova battaglia che ci riguarda tutti e che il nostro territorio deve affrontare e tentare di vincere insieme».

(In aggiornamento)

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