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Violenza sessuale in ospedale:
condanna bis per un ex paziente

ANCONA - Confermati i cinque anni di reclusione per un 45enne osimano accusato di aver abusato di una minorenne nel dicembre del 2018, mentre entrambi si trovavano al Sert di Torrette
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Corte d’Appello ad Ancona

 

Violenza sessuale nel reparto del Sert dell’ospedale di Torrette: confermata la condanna in appello a cinque anni per un osimano di 45 anni. Vittima, una ragazza che all’epoca dei fatti – nel dicembre del 2018 – aveva 17 anni. Entrambi erano ricoverati nella piccola sezione della Clinica Psichiatrica del nosocomio regionale. La condanna in prima grado era stata emessa dal collegio penale nell’ottobre del 2019. L’imputato, difeso dall’avvocato Diego De Giacomi, è libero. Ha sempre sostenuto l’infondatezza delle accuse mosse dalla ragazza. Lei aveva puntato il dito contro il 45enne alcuni giorni dopo la presunta violenza. Stando a quanto contestato, era avvenuta nella notte tra il primo e 2 dicembre 2018: lui si era intrufolato nella camera della minore per abusare di lei. Tentativi di violenza ci sarebbero stati anche nelle due notti successive. Dopo la denuncia della minore, l’uomo – con problemi d’alcol – era stato allontanato dall’ospedale e poi arrestato dai carabinieri di Collemarino. «Soddisfatti della conferma della sentenza» ha detto l’avvocato Miraglia di Modena, che ha assistito il padre della ragazzina costituitosi parte civile, «Procederemo ora con la richiesta di risarcimento dei danni morali e materiali sia al colpevole della violenza che al responsabile della struttura di recupero, che non ha saputo sorvegliare e prendersi cura adeguatamente della minore. C’è anche da sottolineare – e quindi mi rivolgo al ministro della Salute Roberto Speranza – come siano pochissime le strutture in grado di accogliere i minori affetti da dipendenza, che possano quindi alloggiare con dei coetanei. Purtroppo la stragrande maggioranza delle volte i minori vengono inseriti in strutture riabilitative nelle quali sono alloggiati anche gli adulti che, come si evince dal caso in questione, possono dimostrarsi assai pericolosi. Sarebbe pertanto opportuno cominciare a pensare di realizzare strutture dedicate esclusivamente all’accoglienza di minori affetti da dipendenze, soggetti particolarmente fragili e vulnerabili».

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