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Cyberbullismo e sexestortion:
la Polizia postale in cattedra

ANCONA - Più di tremila ragazzi delle scuole medie e superiori della provincia di Ancona hanno seguito nel corso dell'anno scolastico appena concluso le lezioni di legalita tenute in videoconferenza
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Una vita da social è un progetto sviluppato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni che ha l’obiettivo di aiutare gli utenti della Rete a navigare in piena sicurezza e a gestire con consapevolezza e controllo i dati condivisi online. Il progetto è presente nei social #unavitadasocial all’interno dei quali vengono riportate tutte le attività e le impressioni dei giovani studenti. Anche nel corso di questo “travagliato” anno scolastico appena terminato, il personale del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Ancona ha organizzato delle attività di formazione nelle scuole della provincia – tutte in modalità videoconferenza – volte ad guidare i ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi all’adescamento, cyberbullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé o per gli altri.

Gli incontri virtuali sono stati organizzati in 25 istituti scolastici della provincia di Ancona e sono stati incontrati più di tremila ragazzi delle scuole medie e superiori con i quali si è discusso in modalità virtuale di cyberbullismo, truffe, adescamento online, pedofilia, carte di credito, sexestortion, tutela della privacy, diritto d’autore ed altro. In questo modo la scuola ha rappresentato un veicolo per sensibilizzare ed informare i più giovani su temi attuali e di grande rilevanza anche attraverso workshop informativi in videoconferenza tenuti dagli operatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni. Prevenzione e formazione sono gli strumenti più efficaci per far sì che i giovani imparino a navigare con prudenza in internet e per aiutare, allo stesso tempo, i genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web”.

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