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Dal Banco Marchigiano una donazione
per l’Unità di Dermatologia dell’Inrca

ANCONA - Il direttore Marco Moreschi: «Mai, come in questo particolare momento storico, pazienti, soggetti fragili e operatori sanitari hanno bisogno di non sentirsi soli»
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L’ingresso dell’Inrca

 

«Ringraziamo Banco Marchigiano per questa iniziativa che ci consentirà di implementare la nostra attività e migliorare i servizi dedicati. E’ importante e significativo che soggetti attivi sul territorio come il Banco continuino a mostrare attenzione e supportino realtà, come la nostra, che opera per i soggetti più fragili, sia in ambito clinico assistenziale che di ricerca». Queste le parole con cui Gianni Genga, direttore generale Inrca, ha inteso esprimere tutto l’apprezzamento da parte dell’Istituto nei confronti dell’iniziativa del Banco Marchigiano di donare 2,5 mila euro, importo destinato all’Unità di dermatologia.
«Mai, come in questo particolare momento storico, pazienti, soggetti fragili e operatori sanitari hanno bisogno di non sentirsi soli – dice il direttore generale del Banco, Marco Moreschi – e noi ci sentiamo di essere vicino a loro e far sentire il nostro supporto anche con iniziative di questo genere. D’altronde quando si parla di assistenza sanitaria, l’Inrca di Ancona rappresenta uno dei riferimenti più importanti, nella nostra regione e non solo». Il Banco non è nuovo ad iniziative a supporto del mondo della sanità marchigiana. Risale allo scorso anno il contributo all’innovativo progetto “Tacco”, promosso da un altro centro di riferimento regionale come Ospedali Riuniti di Ancona, rivolto a pazienti e operatori sanitari della Clinica Oncologica dell’Università Politecnica delle Marche e finalizzato alla prevenzione e contenimento del Sars Cov2. «Con fatti concreti – continua Moreschi – intendiamo dare seguito al nostro obiettivo di diventare una Banca di riferimento per il sistema Marche. In tutti i settori c’è necessità di reagire dopo aver cercato, finora, di difenderci tutti nel modo migliore dal virus. Noi lo stiamo facendo nel nostro settore, cercando di giocare un ruolo il più possibile proattivo in questa fase in cui il nostro tessuto economico ha bisogno di supporto per rialzarsi».

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