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Allarme baby gang, l’assessore:
«Il fenomeno non può essere risolto
solo con interventi di tipo repressivo»

OSIMO - Ha scosso la città l'episodio dei due 13enni derubati mentre cenavano in un locale del centro. Federica Gatto con il sindaco si confronteranno con il Prefetto. «Certo i controlli vanno implementati e si può anche valutare l’utilizzo di vigilanza privata ma è fondamentale che la comunità segnali gli illeciti. Nelle scuole riproporremo le lezioni di legalità» annuncia. La consigliera Bordoni (Liste civiche): «Un’ordinanza o una spycam non possono essere la risposta». Il consigliere Alessandrini (Lega): «Utili più pattuglie della Polizia locale»
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Le volanti del Commissariato di Osimo con le pattuglie della Polstrada e della Polizia locale  in piazza Boccolino durante uno dei controlli nei fine settimana

 

Atti vandalici, risse sulle piazze centrali e adesso anche aggressioni e furti a ragazzini di 13anni che cenano nei locali del salotto cittadino in prima serata. Il bollettino dell’ultimo fine settimana di Osimo ha messo ancora una volta sotto riflettori il fenomeno delle baby gang, gruppi di giovanissimi, spesso minorenni, protagonisti di azioni violente capaci di scuotere la comunità. Sabato sera i carabinieri, insieme ai genitori, sono dovuti intervenire in un locale del centro storico in soccorso di due adolescenti derubati e presi di mira dal ‘branco’.

Alberto Maria Alessandrini Passarini

«Secondo me episodi come questi sono il risultato di anni di finto perbenismo durante i quali, purtroppo, le famiglie, la scuola, per i motivi più disparati, hanno via via perso quel ruolo faticoso ma centrale nell’educazione dei più giovani. – commenta Alberto Maria Alessandrini Passarini, capogruppo della Lega e tra i consiglieri comunali più giovani della Sala Gialla – Il Comune ha competenze residuali in tema di sicurezza, purtroppo. Le risposte devono avvenire in primis dalle forse dell’ordine. Certo è, ad esempio che si potrebbe impiegare la polizia locale per pattugliare tutto il centro storico e non solo per vigilare che non venga lasciata qualche auto fuori posto davanti al municipio. E’ ovvio che possiamo installare tutte le telecamere del mondo, implementare l’illuminazione pubblica od assumere altri vigili ma se poi i ragazzi li abbandoniamo a loro stessi diventa tutto inutile».

Monica Bordoni

Anche Monica Bordoni, la capogruppo delle Liste civiche Osimo conviene che «il fenomeno della baby gang è oramai capillarmente diffuso ed inarrestabile tanto da non coinvolgere più soltanto la questione della sicurezza pubblica. Ben più ampio, infatti, è il problema sociale che sfocia nel disagio giovanile, dove la prova di forza, ovvero quella del re della foresta, fa da padrona. – osserva – Lascio lo studio di queste devianze multifattoriali a chi di competenza, ma come genitore e consigliere comunale, mi chiedo cosa l’amministrazione stia facendo in merito a questo stato di cose. Sono mesi che segnaliamo un’ attenzione particolare al disagio giovanile, enormemente esploso nel periodo di repressione Covid19 anche ad Osimo. Non possono essere una ordinanza o una videocamera la risposta al fenomeno. Occorre essere consequenziali, determinati, le istituzioni locali osimane devono affrontare il problema con serietà. Questo non è un gioco. non è chiudere una buca. Stiamo trasformando Osimo che da quel gioiellino e salotto che era in un piccolo Bronx».

L’assessora Federica Gatto

Il rafforzamento dei servizi di controllo non è però l’unica leva da azionare per contrastare il disagio giovanile. Ne è convinta l’assessore alla Polizia locale, Federica Gatto (Energia Nuova) ricorda che «già da tutta l’estate la polizia locale effettua turni serali durante il weekend per monitorare la zona del centro storico. In molte occasioni sono stati effettuati controlli interforze coordinati dal commissariato di Osimo è disposti dalla questura di Ancona. È necessario dunque implementare questo tipo di interventi, confrontandoci con Prefettura e Questura. Anche l’utilizzo della vigilanza privata può essere valutato confrontandoci con le altre forze dell’ordine presenti sul territorio comunale, ma – rileva l’assessora – rimane fondamentale il ruolo della comunità, che deve segnalare e denunciare qualsiasi forma di illecito, e di qualsiasi gravità, dalla più tenue alla più grave, perché è necessario rilevare situazioni potenzialmente pericolose che vanno affrontate immediatamente: in questo modo è possibile identificare gli autori ed attivare i giusti canali istituzionali per prendere in carico situazioni che hanno la necessità di un supporto qualificato. Ovviamente rimane indispensabile il ruolo della famiglia quando parliamo di ragazzi di 13-14 anni: purtroppo si stanno verificando ovunque episodi che riguardano fasce di età sempre più basse, e questo significa che l’attenzione e il controllo degli adulti devono essere alti, e problematiche di questo tipo non possono essere risolte solamente con interventi di tipo repressivo». Anche per questo motivo l’Amministrazione comunale oltre a confrontarsi con il prefetto di Ancona, rilancerà il progetto delle lezioni di educazione civica e di legalità a scuola, tenute negli anni scorsi dalla forze dell’ordine ma anche dalla Polizia locale. «Lo scorso anno scolastico sono state tenute lezioni nell’ambito del progetto Scuole Sicure, finanziato dal Ministero dell’Interno, che ha riguardato l’uso di sostanze stupefacenti e abuso di alcool. La volontà – assicura Federica Gatto – è di riproporre queste lezioni, che sono state molto apprezzate dalle scuole e dai docenti. Certo, poi il sindaco contatterà la prefettura per confrontarsi su queste problematiche».

 

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