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Elica, convocate nuove assemblee sindacali:
«Quale e quanto lavoro destinato all’Italia?»

FABRIANO – Sulla questione domani i lavoratori degli stabilimenti di Mergo e Cerreto d’Esi si confronteranno con i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm
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Ripartono le assemblee sindacali per la vertenza Elica: per domani, 26 ottobre, sono state convocate sia per lo stabilimento di Mergo che di Cerreto d’Eso, dalle ore 9.30 alle ore 23. «Nel piano di Elica oltre un milione di cappe che vanno in Polonia, nella proposta sindacale tutti i prodotti di alta fascia che tornano in Italia. – ricorda in una nota il Coordinamento unitario del gruppo Elica – Le disponibilità date, ad oggi lasciano un saldo ancora troppo negativo e non garantiscono lavoro e sostenibilità in prospettiva: ci aspettiamo concretezza ed uno sforzo ulteriore per condividere un accordo di cui abbiamo tutti bisogno. Oltre un milione di pezzi che se ne vanno dall’Italia, il centro della produzione di cappe diventa la Polonia e solo una parte residuale dei prodotti di Elica rimangono sul territorio di Fabriano: contro questo progetto è iniziata la grande lotta delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno portato l’azienda a sospendere il proprio piano a fine giugno. Adesso l’impegno è quello di confrontarsi su quale e quanto lavoro verrà destinato all’Italia e la stessa azienda ha condiviso l’impostazione sindacale di concentrare la produzione di tutto l’alto di gamma sui plants italiani; si è condiviso pure che, finché non si sarà esaurita la discussione sui prodotti, non ci saranno azioni unilaterali e non si parlerà di altro, sapendo tutti che poi delle situazioni andranno gestite».

Durante i tavoli tecnici una parte di soluzioni sono state individuate e all’ultimo incontro ministeriale altre possibilità sono state manifestate ma per i sindacati ancora non è abbastanza. «E’ giunto il momento della concretezza; uno stabilimento per essere competitivo ha bisogno di lavoro, di volumi, e non destinarcene abbastanza è un errore strategico che rischia di essere pagato a caro prezzo nel tempo: è per questo il Coordinamento, dopo aver ritenuto insufficienti le disponibilità del management, ha avanzato ad Elica delle richieste coerenti con l’impostazione condivisa, proponendo delle tipologie di prodotti ulteriori per l’Italia, che garantiscano lavoro full time ( ad 8 ore ) e con un piano di investimenti, di cui ad oggi ancora non abbiamo visibilità e che è alla base di ogni discussione. – prosegue il comunicato a firma congiunta di Fim, Fiom e Uilm – Ci risultano invece importanti investimenti sul plant polacco che il management non ha smentito. Ricordiamo l’aumento di mercato di almeno il 5% anno su anno per la durata del piano previsto dalla stessa azienda: il perno di un accordo che restituisca centralità e prospettiva al territorio e dignità alle persone deve essere assolutamente il lavoro certo e sicuro. Abbiamo chiesto ad Elica di tornare al tavolo al più presto per definire i volumi produttivi per i siti fabrianesi, riprendendo la proposta fatta dalle Organizzazioni sindacali e recepita, ad oggi, in maniera troppo residuale, per poi condividere successivamente tutti gli altri percorsi che servono per costruire un accordo: un accordo che sia all’altezza della grande passione e della forza che le lavoratrici ed i lavoratori hanno dimostrato in questi mesi e che rilanceranno nelle prossime settimane».

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