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Al Liceo Artistico la ‘carriera alias’:
«Favorire la transizione di genere
è una questione di civiltà»

ANCONA - Le parole del dirigente Francesco Maria Orsolini nella Giornata Internazionale contro l'omotransfobia. Le scuole da lui coordinate hanno introdotto il "registro" dei nomi elettivi, quelli cioè con cui i ragazzi vogliono essere identificati
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Francesco Maria Orsolini

 

«Aderire al progetto ‘Carriera alias’, per favorire la transizione di genere di studenti e studentesse che ne sentano la necessità è una questione di civiltà». Nella Giornata Internazionale contro l’omotransfobia le parole di Francesco Maria Orsolini, dirigente del Liceo artistico Mannucci e coordinatore delle sedi di Ancona, Jesi e Fabriano. I plessi, da quest’anno, hanno introdotto il registro dei nomi elettivi, ovvero quelli con cui gli studenti vogliono essere identificati per vedere riconosciuta la propria identità di genere. L’adozione del registro, che quindi non tiene conto dell’identità registrata all’anagrafe, è stato introdotto dopo la richiesta di alcuni studenti. «Ce lo hanno chiesto alcuni studenti e studentesse con le loro rispettive famiglie – afferma il dirigente scolastico -.  Nell’ottobre scorso, dopo essermi confrontato anche con altri colleghi che lo avevano già adottato, il collegio dei docenti e il consiglio di istituto hanno deliberato all’unanimità che il nostro liceo dovesse andare in questa direzione».

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Il progetto ha avuto riscontri positivi: «Uno studente, dopo aver avviato il percorso che lo ha portato al cambio di nome in aula, racconta assieme ai suoi genitori di aver trovato una nuova serenità». Il nome elettivo che lo  viene utilizzato per le comunicazioni interne all’istituto. Gli atti amministrativi continuano a riportare le generalità registrate all’anagrafe. «Favorire il benessere degli studenti – sostiene il dirigente – credo che sia un dovere di ogni scuola che può essere di aiuto al processo di cambiamento, favorendo rapporti interpersonali improntati alla correttezza ed al reciproco rispetto delle libertà e dell’inviolabilità della persona». Nessun caso di discriminazione o bullismo è stato registrato nei tre istituti.

 

 

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