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Arretramento della ferrovia,
la promessa del ministro
«mi ripaga di 4 anni di impegno»

FALCONARA - E' soddisfatto il sindaco Stefania Signorini dell'ipotesi di uno stanziamento per spostare i binari tra Marotta e Ancona. «Ho sempre sostenuto che sia l’unica soluzione capace di dare respiro ai territori costieri, schiacciati dalla ferrovia e separati fisicamente dal mare»
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Stefania Signorini

 

Il ministro delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibile Enrico Giovannini, nel suo intervento al convegno ‘Dialoghi sul Piano di ripresa e resilienza” due giorni fa a Pesaro ha annunciato che il progetto di arretramento della ferrovia sulla dorsale adriatica sarà «ragionevole, ragionato» e che si studieranno interventi insieme alle Regioni interessate. Sull’argomento il ministro si è confrontato anche con il presidente di Confindustria Ancona Pierluigi Bocchini. «La promessa di uno stanziamento per arretrare la ferrovia tra Marotta e Ancona, da inserire nella prossima Finanziaria, è una notizia che mi ripaga di quattro anni di impegno».

Così il sindaco di Falconara Stefania Signorini dopo le dichiarazioni del presidente Pierluigi Bocchini. «Dall’autunno 2018, quando è cominciata la battaglia del nostro Comune contro le barriere antirumore di Rfi – afferma il sindaco Signorini –, ho sempre sostenuto che l’arretramento della linea Adriatica sia l’unica soluzione capace di dare respiro ai territori costieri, schiacciati dalla ferrovia e separati fisicamente dal mare. Eliminare i binari dalla costa significa riappropriarci della nostra spiaggia, una risorsa paesaggistica, turistica ed economica che senza questa barriera potrebbe sviluppare tutte le sue potenzialità. Ne sono convinti anche tanti altri sindaci dei Comuni costieri: li ho coinvolti in una battaglia corale, che abbiamo portato avanti con manifestazioni pubbliche, missioni a Roma, convegni, dibattiti. Un primo convegno, nell’ottobre scorso, era stato organizzato dal Comune di Falconara al Centro Pergoli, in collaborazione con la Regione Marche. Era stata illustrata l’ipotesi di arretramento dell’ingegner Giuseppe Marconi, che aveva raccolto l’interesse di professionisti, categorie e organizzazioni sindacali. Il convegno più recente è stato quello del 23 maggio che si è svolto a San Benedetto del Tronto, al quale ho partecipato in rappresentanza dei sindaci della zona centro-nord delle Marche».

A credere nell’arretramento sono anche gli enti che rappresentano l’imprenditoria marchigiana e soprattutto l’ordine degli ingegneri di Ancona, che ha redatto un’idea progettuale per il nuovo tracciato, lontano dalla costa. «Abbiamo trovato una sponda nella Giunta Acquaroli – ricorda Signorini – che ha dimostrato di ascoltare e sostenere le esigenze dei territori. Confido molto nell’impegno del governatore delle Marche, che sulla questione dovrà confrontarsi con il Governo. In attesa che la promessa del ministro alle Infrastrutture Enrico Giovannini si concretizzi, ribadisco che non bisogna mai smettere di sognare: solo chi pensa in grande può sperare di ottenere grandi risultati. Abbiamo costituito una rete di sindaci marchigiani dei Comuni dell’Adriatico proprio per far arrivare più forte al Governo la richiesta di investimenti per tutta la nostra costa. I territori costieri marchigiani vanno liberati dai binari, in modo che ogni Comune possa riappropriarsi della spiaggia e riprogettare il proprio territorio. Lo spostamento a monte della linea ferroviaria renderebbe possibile l’alta velocità, permettendo alle Marche di inserirsi a pieno titolo nella rete del trasporto internazionale su ferro, senza distruggere le comunità della costa, che altrimenti dovrebbero subire il passaggio di un treno merci ogni otto minuti in un territorio ad alta urbanizzazione».

 

Arretramento ferrovia, «Progetto da estendere a tutta la tratta marchigiana della dorsale Adriatica»

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