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Aumento costi e risparmio energetico,
si spegne l’illuminazione pubblica:
è polemica sulla sicurezza dei quartieri

ANCONA - L'annuncio è stato fatto dal Comune dorico specificando che la decisione è stata presa «temporaneamente» a seguito del «costo per l'acquisto dell'energia elettrica che ha subìto un forte e imprevedibile incremento». L'assessore al Bilancio, Ida Simonella: «Ciò comporterà un risparmio di oltre 100mila euro per l'Amministrazione»
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Corso Carlo Alberto questa mattina alle 4.30, illuminato solo dalle insegne

Luci spente prima dell’alba.
Ad annunciarlo è stato il Comune di Ancona spiegando che: «Per motivi di risparmio energetico e di mantenimento della spesa per l’acquisto dell’energia elettrica, il cui costo ha subìto un forte e imprevedibile incremento, è stato deciso temporaneamente l’anticipo dello spegnimento degli impianti di pubblica illuminazione a un’ora e venti minuti prima dell’alba».
A seguito di questa decisione, soprattutto sui Social, le polemiche non sono mancate seppur abbiano trovato spazio anche nel ‘mondo reale’. Il motivo? La sicurezza.
Il «risparmio – secondo molti – andrebbe a favore delle persone che delinquono».
«In certe zone più di altre – viene aggiunto questa volta dai residenti e commercianti del Piano -, dove l’attenzione dovrebbe essere focalizzata anche in quelle ore, lo spegnimento dell’illuminazione pubblica favorisce i delinquenti».
Non è forse un caso che una delle spaccate effettuate da un ladro, poi fortunatamente arrestato dalla polizia, sia avvenuta proprio mentre corso Carlo Alberto era al buio, ai danni del negozio ‘Oggetti e Desideri’.
«Un’ora e venti minuti prima dell’alba» che, sull’orologio, vengono segnate come le 4.30.
A riprova, ne è la testimonianza di uno scatto fotografico di questa mattina fatto proprio lungo corso Carlo Alberto dove le uniche luci sono quelle dell’insegna de L’angolo del Dolce, che si riflette anche su parte della strada, e i lampioni condominiali sotto al porticato ex Cinci.
Luci, comunque, che almeno in questo quartiere vengono spente appunto alle 4.30 ormai da diverse settimane, così come pure lungo la Flaminia.
Alle 4.30, c’è poi anche chi è già in piedi e sta uscendo di casa per andare al lavoro.
I commenti sotto al post del Comune non mancano e vanno da quelli che affrontano il tema con un velo di ironia come il «Si consiglia ai pedoni di attraversare la strada con giubbetti gialli e pila accesa, e ai ladri di finire il lavoro prima dell’alba. Grazie», a quelli dal tono preoccupato: «La sicurezza della città prima di tutto! Comune di Ancona – Informacittà mi domando: questo vale solamente nel centro città o anche nelle periferie? Perché se nel centro città la cosa è alquanto sconsigliata nelle periferie diviene assolutamente pericolosa!» a cui segue la risposta del Comune: « Buongiorno, la decisione riguarda tutti gli impianti comunali che sono gestiti da Anconambiente».
Infine, chi ha già rischiato: «Sarebbe stato meglio avvisare prima la gente che al mattino alle cinque va al lavoro. Sono già 15 giorni che si fa così. Ieri ho rischiato di investire una persona sul monopattino lungo la statale verso Falconara».

Ida Simonella

Precedentemente, l’illuminazione veniva ‘staccata’ 20 minuti prima dell’alba.
L’assessore al Bilancio, Ida Simonella, ha spiegato che la decisione è stata presa «A seguito del forte ed imprevedibile incremento del costo dell’energia elettrica iniziato nel secondo semestre 2021 e tuttora in corso e che comporta per l’Amministrazione l’aumento della spesa anche per quanto riguarda l’illuminazione pubblica». Per questo, dunque, «la Giunta ha stabilito, in accordo con Anconambiente (attuale gestore e titolare della manutenzione ordinaria e straordinaria della pubblica illuminazione) di procedere alle due seguenti variazioni temporanee contrattuali inerenti la riduzione di un’ora al giorno del periodo di accensione degli impianti di pubblica illuminazione, anticipando lo spegnimento dall’attuale orario di 20 minuti prima dell’alba a un’ora e 20 minuti prima dell’alba. Ciò comporterà un risparmio di oltre 100mila euro per l’Amministrazione».
Il cosiddetto ‘caro bollette’ «che riguarda energia elettrica e gas – prosegue – ha un impatto fortissimo sui bilanci

La città con i lampioni accesi

comunali. Ad oggi le proiezioni prospettano, a fronte di una spesa media per anno per l’illuminazione pubblica di circa 4milioni di euro, un possibile incremento che potrebbe anche arrivare a 7milioni nell’anno nel 2023. Abbiamo recuperato risorse da risparmi e accantonamenti straordinari – spiega – ma occorre mettere in campo anche tutti i comportamenti più virtuosi per ridurre i consumi e contenere la spesa».
Già dal 2017 l’Amministrazione «aveva avviato la riqualificazione e la manutenzione della pubblica illuminazione che comporta un notevole risparmio energetico e minor costo quantificabile in circa 500mila euro annui, con il miglioramento della qualità e la messa a norma della illuminazione pubblica attraverso la sostituzione dei vecchi punti luce con lampade a led a basso consumo».

al. big.

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