Il cortometraggio ‘Fillide’
tra gli eventi di ‘Fabrique du cinema’
alla 79esima Mostra di Venezia

ANCONA - L’opera, interpretata da Giorgia Fiori e Iacopo Cicconofri per la regia di Anna Concetta Consarino, è prodotta da Guasco Cinema e sarà proiettata in anteprima in laguna a Villa Malusa, giovedì prossimo

 

Guasco cinema continua il suo lavoro di scouting tra giovani registi e registe con un nuovo cortometraggio, ‘Fillide’ di Anna Concetta Consarino, che sarà proiettato in anteprima alla 79ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia all’interno dello spazio Casa Fabrique a Villa Malusa, giovedì prossimo, 1 settembre alle ore 19.30. L’opera, interpretata da Giorgia Fiori e Iacopo Cicconofri, con la fotografia di Claudio Marceddu e le musiche del compositore dorico Raffaele Petrucci, è sostenuta – ricorda una nota di Guasco Cinema –  da Orizzonti Bando di sostegno per produzioni cineaudiovisive con ruoli autoriali ricoperti da donne e/o under 35 marchigiani, iniziativa di Marche Film Commission – Fondazione Marche Cultura e finanziata da Regione Marche.

Le riprese sono state realizzate negli spazi suggestivi della Casa Museo Colocci – Vespucci di Jesi, a Staffolo e nel Mercato delle Erbe di Ancona. Ha lavorato al progetto una troupe di circa 20 professionisti marchigiani formati all’Accademia di Belle arti e design Poliarte di Ancona. Marchigiani anche gli attori protagonisti, Giorgia Fiori di Ascoli Piceno e Iacopo Cicconofri di Tolentino. La regista Anna Concetta Consarino è sceneggiatrice e docente di discipline audiovisive al Liceo artistico Mannucci di Ancona.

LA TRAMA – Per una ragione misteriosa ogni individuo sulla terra è immobile. Di cera. Sono tutti vivi, respirano, comunicano con gli occhi, ma sono fermi. Osservano i giorni passare insieme alle stagioni. Agli anni. Rimangono sempre uguali, esistendo senza vivere. Fillide è una giovane scrittrice. Nella sua città è la sola a potersi muovere. Vive con la nonna. Anche lei di cera, come il resto delle persone che circondano Fillide. Scandisce le sue giornate imponendosi una normalità che appare come un vago ricordo. Si aggrappa al fatto che può essere ascoltata da chi ama; leggendo gli sguardi trova il senso della sua esistenza. In un giorno uguale agli altri, accade qualcosa di straordinario. Entrata a frugare in una casa rimasta aperta, Fillide incontra un ragazzo. È Leonardo. Anche lui scrittore. Riesce a muovere le dita. Non è tutto “perduto”. I due iniziano a parlare con l’ausilio di una vecchia macchina da scrivere. Si trovano. Per non lasciarsi.

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