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Fibromi uterini,
ginecologi a confronto

ANCONA – Domani alla Mole Vanvitelliana il laboratorio clinico e una giornata di approfondimento su percorsi diagnostici-terapeutici, rapporto con la fertilità e gestione del rischio oncologico
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La Mole Vanvitelliana di Ancona

 

I ginecologi delle Marche si incontrano  domani, 9 novembre, alla Mole Vanvitelliana di Ancona per parlare di fibromi uterini, una delle patologie più frequenti nella donna. Spesso asintomatici e nella gran parte dei casi di natura benigna talvolta possono determinare seri disturbi con un forte impatto sulla qualità di vita. Si stima che almeno il 40% delle donne in età riproduttiva possa avere almeno un piccolo fibroma di dimensioni inferiori ai 3 cm asintomatico ma queste neoformazioni possono talvolta diventare così numerose e così grandi, oppure avere delle localizzazioni così particolari da dare importanti irregolarità mestruali, dolori pelvici, problemi urinari e sessuali, infertilità; in alcuni casi, fortunatamente molto rari, possono diventare anche una minaccia per la vita.

«L’incontro, promosso dalla Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Ancona diretta dal prof. Andrea Ciavattini e dall’Unità Operativa Complessa di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale di Civitanova Marche (Area Vasta 3) Diretta dal dott. Filiberto Di Prospero, si articolerà per l’intera giornata di mercoledì 9 novembre, affrontando molti aspetti della malattia in un confronto tra esperti che avrà l’obiettivo di analizzare percorsi diagnostici-assistenziali, tecnologie, trattamenti chirurgici e non chirurgici per quella che è una patologia con rilevanti aspetti socio-sanitari» fa sapere una nota ufficiale dell’evento.

I progressi in campo diagnostico e terapeutico in questi ultimi decenni sono stati molto importanti ed hanno sempre più favorito atteggiamenti conservativi; ciò nonostante ancora oggi comunque i fibromi uterini costituiscono una delle più frequenti indicazioni all’intervento chirurgico in tutto il mondo. «Durante il convegno si parlerà delle più recenti evidenze scientifiche sulla loro patogenesi ma anche di aspetti pratici molto comuni come la gestione in gravidanza, nel settore dell’infertilità fino alle tecnologie che rendono diagnosi e trattamento più personalizzati, accurati e sicuri. Un autentico “laboratorio” – chiude il comunicato – che nello spirito degli organizzatori dovrebbe portare anche a progetti e soluzioni innovative compresa anche la possibilità di una rete collaborativa fra tutti i centri ginecologici della Regione Marche» (info. sul programma al seguente link).

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