Ancona Capitale italiana Cultura 2028,
l’Ordine degli architetti lavora
al dossier per la candidatura

EVENTI - Ha raccolto la sfida lanciata dall’Amministrazione comunale per proporre una visione e offrire un contributo alla proposta progettuale. Il presidente: «Emerse già tantissime idee: faremo una sintesi»

L’incontro organizzato dall’Ordine degli Architetti

 

«L’Ordine del Architetti Ppc della Provincia di Ancona ha raccolto la sfida lanciata dall’Amministrazione Comunale per proporre una visione, una proposta progettuale per contribuire, come comunità di professionisti, alla stesura del dossier di candidatura di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028». A dirlo è la presidente Gloria Vitali che ha invitato i colleghi architetti iscritti ad un primo incontro. «Ringrazio i presenti, una quindicina di colleghi di tutte le età, ed anche coloro che per questo primo momento non hanno potuto essere presenti ma che si sono dichiarati disponibili a contribuire al percorso avviato inviando comunque degli spunti di riflessione». Nel corso della riunione «si è trattato di un vero brainstorming tra architetti nel quale ho visto tanto entusiasmo, positività e propositività – puntualizza la presidente – si è parlato dei luoghi, della storia che rappresentano valori identitari della città che oggi, più che mai, devono essere valorizzati e rappresentativi di una comunità in trasformazione che cerca di ridisegnare il proprio sviluppo”.

Gloria Vitali

Nel perimetro delle rispettive competenze con il Comune di Ancona che lavora alla candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028 “come Ordine degli Architetti siamo pronti a dare il nostro contributo per una visione di Ancona proiettata al futuro – aggiunge – capace di essere volàno della crescita culturale della città. Intendiamo contribuire anche noi ad una sempre migliore coesione sociale, sia per quanto concerne l’integrazione che la valorizzazione di tutte le energie e le culture; crediamo nella capacità creativa, nello sviluppo economico che garantisca benessere individuale e collettivo».

Sul tavolo tanto idee da sviluppare e da concretizzare. «Sono emerse tantissime proposte e suggestioni da approfondire e vagliare per giungere ad una veloce sintesi perché il tempo stringe». Questo lavoro, anche nel caso in cui Ancona non fosse vincitrice della competizione non andrà disperso «ma siamo tutti fiduciosi – dice l’architetto Vitali – che si possa legittimamente ambire al riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura 2028 per la storia di questa città, il multiculturalismo che la caratterizza da sempre in quanto città di mare saldamente legata al suo Porto in così grande evoluzione e al futuro che deve passare necessariamente per la sua rigenerazione urbana, alla conservazione dei beni architettonici, al suo ruolo di capoluogo e di riferimento per la Regione e per l’area Adriatica».

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