Nei tavoli territoriali che si sono svolti ieri 24 febbraio 2026, viene confermata la doppia velocità del piano industriale della Beko. «Per quanto riguarda lo stabilimento di Melano si può affermare che il numero di esuberi è stato ampiamente gestito: a fronte di una ridondanza dichiarata di 65 posizioni, sono infatti uscite, al 31 gennaio, ben 86 persone. – fa sapere una nota della segreteria Fiom di Ancona – C’è una riduzione dell’utilizzo dell’ammortizzatore sociale, dovuto ad una leggera crescita dei volumi produttivi registrata nella prima parte dell’anno, che non può considerarsi strutturale e che comunque non riesce a garantire lavoro a tutte le persone rimaste, nonostante il numero di dipendenti in carico (383 con una età media di 54 anni), sia inferiore rispetto a quello previsto. Persiste invece un fortissimo ritardo per quanto riguarda gli investimenti in processo e prodotto che vengono tutti confermati ma proiettati nella seconda parte del piano industriale».
La Fiom sottolinea di non condividere questa impostazione della multinazionale «in quanto l’innovazione dell’offerta e della modalità di produzione, sono elementi fondamentali per provare a recuperare quote e vendite in un mercato sempre più imprevedibile e difficile. Viene confermata l’implementazione della digitalizzazione dello stabilimento, così come l’installazione dei pannelli foto voltaici entro il mese di maggio con accensione a giugno: questo permetterà di coprire circa il 40% del fabbisogno energetico del plant. Abbiamo chiesto ed ottenuto di aggiornare il tavolo entro un mese con focus specifico sugli investimenti e per monitorarne le tempistiche. Ad oggi non possiamo ritenerci soddisfatti delle rotazioni per le persone che subiscono la cassaintegrazione, anche se si registra un leggero miglioramento rispetto al passato. Nelle sedi impiegatizie invece la situazione è diversa in quanto le persone uscite sono 92 su 206 esuberi dichiarati. Ci sono poi ben 55 persone in ammortizzatore sociale al massimo utilizzo e senza rotazione, quindi siamo in presenza di notevoli problemi nell’implementazione e nella gestione del piano, con forte riduzione delle funzioni strategiche locali che rischiano di ridimensionare il ruolo del territorio di Fabriano nelle strategie della Beko».
La Fiom di Ancona, torna a sollecitare nuovamente il Governo e le Istituzione tutte per la convocazione del tavolo al Mimit, per monitorare gli investimenti, l’andamento dell’azienda, il rispetto degli accordi sottoscritti, con una discussione che andrebbe ampliata all’intero settore dell’Elettrodomestico, sempre più in sofferenza e sotto attacco da parte dei players orientali.
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